Audi F1: quando entrerà nel campionato mondiale?

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Audi F1: quando entrerà nel campionato mondiale?

Audi F1
Audi F1

Audi, il prestigioso brand di Volkswagen, attende una riunione di prossima data per decidere il futuro delle regolazioni dei motori di Formula Uno.

Il francese Jean Todt, presidente della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e inviato speciale dell’ONU per la sicurezza stradale, ha auspicato un ritorno al più popolare V10s del passato, ma si dichiara aperto a ogni possibile cambiamento.
Come ha detto al quotidiano “La Repubblica”, Todt riconosce che si tratta di un argomento delicato. Formula 1 afferma il francese “è l’emblema dell’industria sportiva del motore e come tale deve essere in linea con gli sviluppi tecnologici del settore”.

Tuttavia, lo stesso presidente della FIA afferma altresì che oggigiorno i motori sono fin troppo sofisticati e che l’altro lato della medaglia è rappresentato dalla sfida di mantenere un equilibrio per cui risultino anche sostenibili. Aggiunge inoltre che le attuali automobili sono eccessivamente costose, anche se Christian Horner, capo di Red Bull, sostiene che, per la progettazione del prossimo motore di Formula Uno, l’enfasi andrebbe posta sul suono emesso.

“La macchina con il miglior suono in Melbourne” afferma infatti Horner “era una Minardi vecchia di 12 anni, che prima di allora aveva il motore che produceva il peggior suono e non aveva alcuna speranza sul piano competitivo.

Anche Toto Wolff, capo di Mercedes, si dice d’accordo con questo approccio. Afferma infatti che in passato non è mai stato posto sufficiente focus sul suono emesso dalle auto e che, al contrario, nel prossimo futuro sarebbe grandioso combinare questa caratteristica di recente interesse con i molti cavalli del motore e una tecnologia competitiva e accessibile.

Incontro di Formula 1 a Parigi

Per l’incontro di Formula 1 a Parigi -tenutosi il 31 marzo 2017-, tuttavia, Audi non è l’unica a essere stata convocata senza essere ancora formalmente nella competizione. La marca tedesca intende mandare un suo rappresentante per discutere le nuove regole da applicare ai motori di Formula Uno, che probabilmente entreranno in vigore dopo il 2020.

Il rappresentante sarà l’italiano Stefano Domenicali, precedente capo di Ferrari e responsabile anche di Lamborghini, altro marchio sotto VW. Toto Wolff afferma che l’obiettivo dell’incontro è quello di decidere come saranno realizzate i futuri motori e quanti cavalli dovrebbero possedere.

Questo accadrà tramite una consulenza con i grandi manifatturieri e gli esperti del settore, a prescindere dal fatto che siano o meno già coinvolti in Formula Uno.

La dichiarazione di un altro portavoce Audi sembra inoltre contraddire quanto suggerito dallo stesso presidente, dato che questi afferma che il fatto che Audi si stia preparando a prendere parte all’incontro ciò non significa che il suo ingresso in Formula Uno sia imminente, e anzi per il momento il marchio non sta rivolgendo la sua attenzione a questa possibilità. Un’altra importante personalità presente all’incontro sarà Mario Illien, capo di Ilmor e sorta di guru di motori, il quale ha recentemente aiutato Red Bull e Renault e che parte che stia attualmente collaborando con McLaren.

Nel passato

Guardando al passato, è stato previsto già svariate volte, nel caso del tempo, che Audi fosse sul punto di entrare nella Formula Uno. Dopo lo scandalo del diesel gate, tuttavia, l’adesione del marchio tedesco è stata messa in discussione.

Inoltre, in passato Audi ha già affermato che non si farà coinvolgere in Formula 1 fino a quando la vendita di Formula 1 non giungerà a una conclusione certa e non verranno stabilite regolazioni.

Tuttavia, negli ultimi tempi l’interesse di Audi nei confronti di Formula 1 è passato da una semplice e superficiale curiosità a un coinvolgimento più pratico. Il piano sul quale Audi appare maggiormente coinvolta è quello delle regolazioni future, sul quale ha dichiarato di voler insistere in vista della conferenza di fine marzo a Parigi.
Nonostante lo spiccato interesse dimostrato, le nuove regole discusse nella capitale francese non risulteranno effettive prima del 2022. Ciò implica che l’ingresso di Audi in Formula 1 non è poi così vicino, dato che non sarebbe nello stile del marchio tedesco farsi coinvolgere in un progetto “a metà”, prima che le regole del gioco siano chiaramente stabilite e a loro favorevoli. Se Audi si presenterà ai campionati di Formula 1, lo farà per vincere.
La possibilità di una partnership con il backmarker Sauber, per le ragioni appena descritte, appare quantomeno controversa.

Durante la sua lunga carriera con Mercedes e BMW, in realtà, Sauber ha realizzato ampi successi e, in particolare con BMW, ha rappresentato una gatta da pelare persino per Michael Schumacher e Ferrari. Con Mercedes, Sauber è riuscito a gareggiare con prototipi e ha addirittura vinto la competizione 24 ore di Le Mans nel 1989. Non gli mancano né abilità né potenza, ma solo un adeguato finanziamento economico.
Esiste inoltre un’altra ragione per la quale Sauber sembra un probabile futuro partner per Audi, e tale motivo ha nome Jorg Zander. Anche Zander ha una storia che copre entrambe le compagnie, Mercedes e BMW. Zander ha già lavorato per Sauber ai tempi in cui entrambi collaboravano con BMW e adesso, in quanto Capo della Tecnologia per Audi Sport, ha il vantaggio di conoscere già, poiché le ha viste con i suoi stessi occhi e prima e più da vicino di molti, quali sono le reali potenzialità di Sauber se affiancato dal giusto marchio e dai migliori collaboratori.

Dopo l’incontro di Parigi

Dopo tanto annunciarlo, l’incontro di Parigi dello scorso venerdì si è effettivamente tenuto e alcune conclusioni non di secondaria importanza sono emerse.
La prima, che fa da base a tutto il resto, è che tutti i partecipanti alla conferenza si sono trovati unanimemente d’accordo sul fatto che bisogna mantenere Formula 1 come la punta di diamante della tecnologia degli sport su motore e deve essere continuamente guardata come un grande laboratorio nel quale sviluppare e testare grandi innovazioni nel campo delle macchine da pista.
La necessità di innovare senza perdere di vista lo scopo sempre presente, che si interseca con altri, di ridurre costi e complessità dei motori, è stato ribadito anch’esso senza particolari obiezioni.

Anche il tema del suono prodotto da auto e motori è stato sviluppato con più attenzione e si è ragionevolmente ipotizzato che tale rumore potrebbe influire sul grado di concentrazione del pilota e spronarlo a non abbassare mai la guardia, dando il meglio di sé durante tutta la durata della competizione.

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