Austria, donna con il velo licenziata: non è discriminazione

Austria, donna con il velo licenziata: non è discriminazione

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Austria, donna con il velo licenziata: non è discriminazione

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Donna austriaca licenziata perché portava il velo integrale: la Corte Suprema ha stabilito che non si è trattato di una discriminazione religiosa.

La Corte Suprema austriaca ha stabilito che non è stata discriminazione nei confronti di Gertraud M. La donna aveva citato in giudizio il suo datore di lavoro, dopo essere stata licenziata per aver indossato il velo integrale. La Corte Suprema si è però espressa a favore della tesi sostenuta dal datore di lavoro: la donna avrebbe dovuto tenere il volto scoperto per relazionarsi col pubblico, quindi non avrebbe potuto portare il velo. La sua decisione non si è basata dunque sulla volontà di discriminare la sua dipendente, bensì sulla necessità di far rispettare una regola. A nulla sono serviti i tentativi della donna di trovare un punto d’incontro con il suo datore di lavoro: Gertraud M. si era infatti offerta di togliere il velo in determinate occasioni di stretto contatto col pubblico, ma si era rifiutata di toglierlo in altre occasioni.

La donna ha raccontato alla corte di Vienna che il velo le è servito per sentirsi più vicina ad Allah dopo che le è stato diagnosticato il cancro: “Mi è stato diagnosticato un cancro e mi è stato detto che avevo tre mesi, forse un anno di vita.

Ho iniziato a portare il velo per essere già più vicina ad Allah. Io non avevo pensato di farlo, perché alcuni problemi sarebbero stati prevedibili, naturalmente, ma il mio cuore ha pianto e ho deciso di coprirmi la faccia”.

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