Charlotte, altra notte di scontri: dichiarato lo stato di emergenza

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Charlotte, altra notte di scontri: dichiarato lo stato di emergenza

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Caos a seguito dell’uccisione di un afroamericano da parte della polizia a Charlotte, North Carolina. Due notti di proteste, città paralizzata.

Seconda notte di scontri a Charlotte, in North Carolina. A seguito dell’uccisione di un afroamericano da parte delle forze di polizia, avvenuta qualche giorno fa, la città è stata travolta da un’ondata di proteste che ieri ha costretto le autorità locali a dichiarare lo stato di emergenza.

Il governatore del North Carolina, Pat McCrory, ha confermato di avere richiesto l’intervento degli uomini della Guardia Nazionale, che infatti questa notte erano presenti per le strade di Charlotte a fianco della polizia locale. Le immagini trasmesse dai media americani, in cui si vede la città devastata, con vetrine frantumate e automobili distrutte, hanno indotto il sindaco Jennifer Roberts a intervenire. “Questo non è quello che noi siamo”, ha dichiarato il primo cittadino, reclamando per Charlotte il ruolo di città tranquilla.

Negli scontri sarebbe rimasto ferito almeno un agente e un uomo sarebbe stato ridotto in fin di vita.

E’ accaduto la notte scorsa, quando alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito, nel mezzo degli scontri, alcuni colpi di arma da fuoco. Un uomo è rimasto a terra in una pozza di sangue e, in un primo momento, ne era stata data la notizia di decesso, in seguito ritirata. Al momento non è chiaro di chi si tratti, ma sarebbe ricoverato in ospedale in condizioni molto gravi, tenuto in vita tramite macchinari.

Alle accuse iniziali rivolte alla polizia, il sindaco ha risposto chiarendo che l’uomo non è stato colpito dagli agenti, ma da un civile, la cui identità non è stata resa nota. “Nessun colpo di arma da fuoco è stato esploso dalla polizia” nel corso degli scontri a Charlotte, ha dichiarato Jennifer Roberts. La situazione è ancora molto tesa, con le autorità sotto pressione per cercare di contenere le proteste evitando di far crescere la tensione con altri episodi di violenza.

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