Chi è Pelè

Calcio

Chi è Pelè

Pelè nasce col nome di Edson Arantes do Nascimento nel villaggio Três Corações, figlio di un calciatore conosciuto come Dondinho, la cui carriera fu interrotta da un ginocchio malandato. Cresciuto in povertà nella città di Bauru nella provincia di São Paulo, da ragazzo aiuta finanziariamente la famiglia pulendo le scarpe alla locale stazione dei treni. Inizia a giocare a calcio nelle strade, usando un pallone fatto di carta e stracci. Nel 1954 gioca nella squadra giovanile del club per cui aveva giocato il padre, il Bauru Athletic Club. Le cose erano gestite professionalmente, Pelè riceveva dei soldi e la squadra era allenata dall’ex calciatore brasiliano Waldemar de Brito, che aveva giocato nel Brasile durante i mondiali del 1934.

Se a scuola non andava bene, nel calcio la sua stella stava nascendo. Dopo poco tempo i club iniziarono a mostrare interesse per il giovane e talentuoso calciatore. Seguendo il consiglio del suo allenatore, Pelè scelse il Santos, squadra di successo che prendeva il nome da quello della città. Il Santos giocava nel campionato Paulista, centrato attorno São Paulo. Pelè giocò la sua prima partita ufficiale con il Santos all’età di 16 anni, lasciando subito il segno in quella stagione, segnando 36 gol in 29 partite. La stagione successiva andò ancora meglio, con 58 gol in 38 partite.

Il suo travolgente debutto come calciatore professionista lo portò velocemente alla nazionale brasiliana, e a una presenza nella seleção nel Mondiale del 1958. un infortunio al ginocchio gli aveva impedito di giocare le prime due partite del torneo, ma nell’ultima partita del girone, contro l’Unione Sovietica, fece il suo debutto al Mondiale. Non segnò, ma nelle partite seguenti si fece valere. Segnò l’unico gol nel quarto di finale contro il Galles, una tripletta in semifinale contro la Francia, e altri due gol nella finale contro la Svezia. A 17 anni, era il più giovane vincitore del mondiale nella storia.

Pelè era veloce, forte, aveva un buon colpo di testa e un buon dribbling ma, più di tutti, aveva un potente e preciso tiro con entrambi i piedi. La valanga di gol segnati per il Santos, dove si era unito a compagni internazionali come Zito e Carlos Alberto, aiutò il club a vincere numerosi trofei. Vinsero 5 volte di fila il campionato brasiliano, dal 1961 al 1965. Nel 1962 e nel 1963 il club vinse la Copa Libertadores, seguite entrambe le volte dalla vittoria nella Coppa Intercontinentale, battendo il Benfica di Eusebio e il Milan di Gianni Rivera.

C’è poca gioia per Pelè ai Mondiali degli anni ’60. Nel 1962 un infortunio lo lasciò presto fuori dal torneo, e così dovette assistere da spettatore alla vittoria dei suoi compagni di squadra, con Garincha che fu la star in sua assenza. nel 1966 il Mondiale finì con un’amara delusione, poiché i campioni in carica vennero eliminati durante la fase a gironi del torneo. Deluso, Pelè decise di finire la sua carriera internazionale. Il suo ritiro dalle scene internazionali durò pochi anni e Pelè, che nel 1969 segnò il gol numero 1000, cambiò idea e tornò nella seleção per i Mondiali del 1970.

la nazionale brasiliana del 1970 era riconosciuta da molti come la miglior nazionale mai vista. Giocando un calcio-samba, il Brasile conquistò il terzo mondiale. I giocatori chiave furono Carlos Alberto, Gerson, Jairzinho, Tostão, Rivelino, e naturalmente Pelè. In finale, l’Italia subì 4 reti, nonostante l’approccio difensivo alla gara. Il trionfo del mondiale del ’70 permise a Pelè di concludere la sua carriera internazionale nel migliore dei modi. Giocò la sua ultima partita col Brasile nell’estate del ’71 contro la Yugoslavia nello stadio Maracanà di Rio.

nel 1974, all’età di 34 anni, Pelè decise di ritirarsi. Ma il ritiro durò poco. un anno dopo Pelè, a causa di problemi finanziari che aveva in quel periodo, decise di accettare un’offerta dei New York Cosmos, uno dei club della lega calcio del nord America. Qui pelè guadagnò soldi che avrebbe solo potuto segnare con il Santos. Ripagò la lega giocando il ruolo del perfetto ambasciatore del calcio negli USA.

Il 1 ottobre 1977, di fronte a 75000 spettatori, Pelè disputò la sua ultima partita, tra i New York Cosmos e il Santos, giocando un tempo in ogni squadra. Questa volta il ritiro fu definitivo. I New York Cosmos vinsero la lega quell’anno, così Pelè lasciò a testa alta. Era la fine della sua carriera che, con le amichevoli, l’aveva visto a segno 1283 volte in 1367 partite. Dopo il suo ritiro, Pelè è diventato l’ambasciatore del calcio nel mondo. Per un periodo ha ricoperto la carica di Ministro dello Sport.

Il 24 novembre è stato ricoverato per un’infezione alle vie urinarie, per essere poi dimesso lo scorso 9 dicembre.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...