Cuffie da gioco Turtle Beach: i modelli migliori

Cuffie da gioco Turtle Beach: i modelli migliori

Tecnologia

Cuffie da gioco Turtle Beach: i modelli migliori

Turtle Beach

Conosciuta, amata e rispettata dai gamer di tutto il mondo, la Turtle Beach produce i migliori headset per videogiochi attualmente in commercio.

Che cos’è la Turtle Beach Corporation

Fondata nel 1985 da Roy Smith e Robert Hoke, Turtle Beach Corporation è un’azienda che sin dal momento della sua immissione sul mercato si è occupata di realizzare dispositivi e strumenti per la diffusione del suono attraverso apparecchi elettronici. Negli anni, l’azienda con sede a New York si è specializzata in cuffie e auricolari, ma anche in schede audio per computer. Con l’esplosione delle console per videogiochi, poi, Turtle Beach ha trovato un nuovo redditizio filone negli headset, ovvero nelle periferiche – con o senza fili – che combinano cuffie e microfono: attenzione, non parliamo di quei dispositivi essenziali e a bassa – talvolta bassissima – fedeltà che un po’ tutti utilizziamo per conversare, ad esempio, su Skype o su altri programmi similari. In questo caso si tratta di periferiche pensate e realizzate per riprodurre emissioni sonore estremamente complesse come quelle dei videogiochi più recenti (che comportano musiche tonitruanti, dialoghi, effetti sonori, in puro stile blockbuster fracassone hollywoodiano), e in più devono assicurare un dialogo via microfono tra i gamer.

In pratica, devono avere la stessa fedeltà acustica di una sala cinematografica IMAX e il coefficiente di isolamento di un paio di cuffie da elicottero.

Headset per gamer

L’apertura del mercato delle cuffie con microfono è coincisa con l’assunzione della Turtle Beach Corporation, che prima di tutti aveva fiutato la redditività dell’affare e le sue potenzialità di sviluppo, al rango di azienda leader in questo specifico segmento di mercato. Un successo che ha fatto della piccola compagnia newyorkese degli anni ottanta una vera e propria potenza, aumentandone a dismisura la reputazione presso i videogiocatori di tutto il mondo. Oggi come oggi, possedere un headset recante impresso il brand Turtle Beach equivale a essere considerato un gamer serio dalla sempre più esigente comunità di appassionati di videogiochi; e sebbene l’azienda produca periferiche per tutte le tasche la ricerca di apparecchi sempre più sofisticati assorbe gran parte delle energie dei tecnici e degli ingegneri che lavorano per essa.

Ciò premesso, permettiamoci ora una approfondita carrellata di cuffie da gioco Turtle Beach, andando a isolare – pescando con attenzione in ogni fascia di prezzo – i modelli migliori, sia per i più esigenti, sia per coloro che preferiscono spendere lo stretto indispensabile pur non volendo rinunciare alle loro passioni videoludiche e alla loro ricerca di alta fedeltà.

– Turtle Beach Stealth 520

Ottimo modello di cuffie wireless, seppur di fascia media, in grado di mantenere una connessione ottimale anche in situazioni critiche (distanza, posizione obliqua, piccole barriere, interferenze di altri apparecchi radio). Condivide con il modello di cui sopra – e con molti altri prodotti Turtle Beach, a dirla tutta – un livello di solidità non eccelso.

Microfono molto sensibile, qualità del suono più che valida, anche se i livelli di eccellenza sono ben altri. Il rapporto tra qualità e prezzo è un po’ critico, ma non per questo si tratta di un dispositivo da scartare a priori; anzi, leggendo le recensioni online, si tratta di un apparecchio che in giro ha i suoi estimatori, e non sono pochi.

– Turtle Beach Recon 50P

Fa parte della gamma di prodotti Turtle Beach appartenenti alla fascia di prezzo più bassa, e ciò malgrado offre prestazioni – almeno le prestazioni base – all’altezza della situazione. Uno dei punti di forza di queste cuffie risiede nella non comune nitidezza dei bassi e degli alti, mentre è sulle frequenze intermedie che questo dispositivo concede qualcosa (non più di tanto comunque, siamo sempre ben al di sopra del livello di guardia). Microfono sufficientemente sensibile, ma forse a livello di hardware c’è un coefficiente di fragilità un po’ troppo elevato (leggi: tende a staccarsi facilmente, soprattutto in presenza di gamer tendenti al nervoso, e pertanto inclini a sfogarsi con percosse all’indirizzo di ciò che capita loro a tiro).

– Turtle Beach PLA

Tutto sommato, si tratta forse del prodotto più essenziale e spartano tra quelli che abbiamo estratto dal catalogo dell’azienda nordamericana.

Essenzialità, in questo caso, equivale a dire semplicità d’uso e immediatezza nell’apprendimento delle funzioni essenziali. Ciò malgrado, la funzione Bass Boost rende queste cuffie – peraltro compatibili praticamente con tutti i dispositivi, compreso il Mac, spesso bistrattato da chi produce accessori per gamer – particolarmente amate dai gamer più attenti proprio per la profondità dei bassi e per la loro persistenza. Tale aspetto, a latere, fa di queste cuffie uno strumento particolarmente adatto anche all’ascolto di musica (o almeno di specifici generi di musica).

– Turtle Beach EAR Force XL1

Modello di cuffie pensate specificamente per Xbox 360, costano pochissimo e offrono performance di tutto rispetto. La linea è ergonomica e molto curata, i colori abbinati in maniera originale ma tutto sommato affascinante (verde fluo su dominante nera), e per una volta i diffusori non comprimono i padiglioni auricolari con una pressione eccessiva. Anche il microfono funziona egregiamente. Se non fosse certificato dal cartellino, si farebbe fatica a pensare che possano costare così poco.

– Turtle Beach 60P

Dalla Xbox alla PlayStation, con questo dispositivo pensato proprio per servire i modelli più recenti della console di casa Sony: vale a dire PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro.

Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a un modello molto essenziale, che punta molto sulla semplicità delle linee, abbinata però a una certa eleganza, e sulla sin troppo esibita ricerca dell’originalità nell’abbinamento dei colori (corpo nero e finiture blu elettrico, in questo caso). La riproduzione del suono è di buon livello, il prezzo ai limiti del potabile (per questo rango di prodotti).

– Turtle Beach Stealth 400P

Prendiamo in esame un altro prodotto di fascia media della famiglia Turtle Beach; con la particolarità, però, di comportarsi per molti aspetti come un prodotto di fascia alta. Queste cuffie wireless sono costruite appositamente per tutte le console della famiglia PlayStation, e fanno dell’autonomia con una sola ricarica il loro tratto distintivo più marcato. Detto in altri termini: le batterie possono resistere fino a quindici ore senza bisogno di ricarica, e se non è record poco ci manca. A completare il quadro provvede la qualità del suono: parliamo infatti di cuffie che supportano il sistema DTS Headphone:X 7.1.

Insomma, neanche al cinema in una sala IMAX potete godere di un suono di questa qualità (si esagera, ovviamente, ma se avete un minimo di gusto per l’iperbole avete capito di cosa parliamo).

– Turtle Beach Elite Pro

Provate a cercare su Internet delle recensioni su questo apparecchio adatto a qualsiasi dispositivo, dal PC alla – anzi, alle – PlayStation, fino alla – anzi, alle – Xbox: non troverete nulla di livello inferiore all’entusiasta. Si tratta, infatti, di un paio di cuffie che, a dispetto del prezzo non proprio amichevole, offrono prestazioni letteralmente fuori dal comune. Se volesse sperimentare, un DJ potrebbe utilizzarle per governare la sua consolle durante un set in discoteca. Non siamo dalle parti della perfezione solo perché la perfezione, probabilmente, non appartiene alla sfera umana, ma i toni entusiasti, una volta tanto, non sono affatto fuori luogo. Unica, trascurabile pecca: i rivestimenti degli auricolari un po’ troppo spessi: forse uno scrupolo eccessivo da parte dei designer, i quali devono aver pensato che la grande potenza di fuoco dei diffusori meritasse la precauzione di essere tenuta a prudente distanza di sicurezza dai sin troppo sollecitati padiglioni auricolari dei gamer.

– Turtle Beach Elite 800X DTS

Altro prodotto che sfiora la definizione di tecnologia di lusso.

Si tratta di un modello di cuffie senza fili che sembra uscire dritto da un film di fantascienza o dalla copertina di un romanzo di William Gibson, per l’aspetto futuristico e le linee nette e pulite con cui si presenta: visto da lontano, infatti, questo apparecchio ci appare quasi come un blocco unico, e non sembra essere un dispositivo in grado di regolarsi in lunghezza e ampiezza a seconda della forma della testa di chi lo indossa. Ma questo è niente: le prestazioni sfiorano vertici di eccellenza assoluta, soprattutto nella riproduzione del suono, mai così pulita e profonda – il sistema adottato è il surround DTS Headphone:X 7.1 -, con i bassi che vibrano e rendono l’esperienza videoludica pienamente immersiva. Unica controindicazione: indossatele, mettete su il gioco giusto, e vi dimenticherete di avere una vita per un bel po’ di tempo.

– Turtle Beach PX24

Prodotto di fascia media che risponde alle esigenze standard della maggior parte degli acquirenti, desiderosi di una periferica dal funzionamento, per così dire, blindato, senza svenarsi con la spesa. E queste sono esattamente delle cuffie buone per tutte le stagioni, non a caso sono compatibili sia con la PlayStation 4 che con la Xbox One, vale a dire le due console attualmente più consolidate nei consumi. I bassi pieni e rotondi sono la qualità che le contraddistingue maggiormente, ma queste cuffie non conoscono difetti clamorosi; neanche picchi vertiginosi di qualità, a dire il vero, ma non sono questi l’oggetto della ricerca dei potenziali acquirenti.

– Turtle Beach Elite 800P

Parente stretto del modello Elite Pro poco sopra menzionato, questo modello – pensato per PlayStation 3 e PlayStation 4 – si differenzia solo per alcuni piccoli dettagli. Piccoli ma significativi, come ad esempio il sistema Superhuman Hearing che offre una percezione nitida e netta – ma mai soverchiante – di ogni singolo rumore, anche quello più distante, e l’isolamento pressoché totale dai rumori esterni. Qualche pignolo lamenta una eccessiva pressione sui padiglioni auricolari, ma si tratta evidentemente di considerazioni men che speciose (d’altronde, se tenete le cuffie indossate per sei ore di seguito, come potete pretendere che poi le orecchie non vi facciano male?), e tutto sommato non degne di grande considerazione.

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