I libri più belli di Oriana Fallaci

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I libri più belli di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice fiorentina nata nel 1929 e scomparsa nel 2006, ha venduto più di venti milioni di copie in tutto il mondo. Questa è una lista dei suoi libri più belli.

Il sesso inutile (1961). Si tratta di un reportage sull’universo femminile e sulla concezione della figura della donna in tutto il mondo. Coadiuvata dal fotografo Duilio Pallottelli la Fallaci parla degli usi e i costumi che delineano la posizione sociale della donna dal Medio Oriente agli Stati Uniti passando per l’Italia.

Penelope alla guerra (1962). La protagonista del libro è Giò, che incarna la figura della donna indipendente, antitesi della Penelope di Ulisse, in perenne attesa del marito. Giò parte per un viaggio negli Stati Uniti alla ricerca della sua identità e della sua definitiva emancipazione nel mondo.

Niente e così sia (1969). Una riflessione sul tema della guerra vista come aberrazione dell’essere umano. La Fallaci prese spunto dalla sua esperienza come inviata in Vietnam per descrivere in modo crudo ed efficace la crudeltà degli uomini.

Lettera ad un bambino mai nato (1975). Tra le opere più conosciute della Fallaci, è un monologo di una donna e del suo rapporto con la maternità, vista come un atto responsabile e non come un dovere. La protagonista si interroga sull’opportunità di mettere al mondo un figlio, visto il clima di violenza e ostilità che caratterizza la nostra epoca, affidando totalmente al bambino la scelta di venire al mondo.

Un uomo (1979). La storia del rapporto tra Oriana Fallaci e Aleikos Panagulis, attivista greco che fu il suo compagno di vita fino alla morte avvenuta in un attentato. Un libro autobiografico e molto personale, tra i più amati della scrittrice.

Insciallah (1990). Ambientato in Libano durante la guerra civile degli anni 80, è un romanzo di denuncia contro il fondamentalismo arabo e la crudeltà della guerra.

La rabbia e l’orgoglio (2001). Scritto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, è uno sfogo della scrittrice nei confronti del mondo islamico e della politica in generale che generò numerose polemiche.

Un cappello pieno di ciliege (2008). L’ultimo libro dell’autrice, pubblicato postumo, è una descrizione delle origini della famiglia Fallaci a partire dal Settecento.

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