“Il quaderno dei Maya”, Isabel Allende

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“Il quaderno dei Maya”, Isabel Allende

E’ uscito in Italia solo il mese scorso, ma ha già riscosso un enorme successo: stiamo parlando de “Il quaderno dei Maya” (Feltrinelli, 2011), l’ultima fatica di Isabel Allende. Un romanzo vivace, che ha già conquistato migliaia di lettori con il suo linguaggio scorrevole e la fantasiosità delle proprie descrizioni.

La trama

Tutto ha inizio nei vicoli più disagiati di Las Vegas, allorché Maya Vidal, una giovane ragazza di origini chilene, sprofonda, suo malgrado, nel contorto e pericoloso mondo della droga, della violenza e del disagio più totale; un’esistenza fatta di stenti, vissuta da reietta, ai margini di una società che la disprezza quasi con la stessa intensità con la quale lei la disprezza a sua volta. Sarà solo la sua fortunosa fuga nel paradisiaco arcipelago di Chiloé, nel Sud del Cile, a salvarla da un epilogo ormai tragicamente scontato. In quell’ambiente incontaminato, violenza e deprevazione lasciano il posto a una società mite e legata alla tradizione, che la accoglie come un membro della famiglia e, forse per la prima volta, le regala la sensazione di trovarsi a casa.

Un romanzo “umano”

La grande capacità di Isabel Allende di coniugare al meglio azione e descrizione non finirà mai di stupire; tuttavia ciò che incanta in misura ancora maggiore è, senza ombra di dubbio, il modo semplice e realisticamente sincero con il quale si occupa delle relazioni interpersonali fra i suoi personaggi, donando loro quel tocco d’umanità che spesso, in altri romanzi, viene a mancare.

La sfera emotiva dei personaggi viene messa in luce, e la scrittrice se ne occupa con una tale maestria che questo particolare, in più occasioni, ottiene un richiamo ancora maggiore dell’azione vera e propria.

Un’autrice da consigliare

Accantonando, solo per un istante, il suo ultimo romanzo “Il quaderno dei Maya” e valutandola nell’insieme, Isabel Allende incarna alla perfezione quel modello d’autrici che non possono mancare nella crescita culturale e personale di ogni lettore. L’umanità cui avevo precedentemente accennato e la sensibilità dei suoi romanzi costituiscono un tesoro che sarebbe bene non lasciarsi sfuggire. Un’autrice da consigliare, in definitiva, soprattutto ai giovani adolescenti; i messaggi positivi e il grande tatto delle sue storie potrebbero instillare importanti valori e principi morali, la sua prosa invogliare alla lettura.

Filippo Munaro

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