Il racconto dei sopravvissuti all’incidente ferroviario in Puglia COMMENTA  

Il racconto dei sopravvissuti all’incidente ferroviario in Puglia COMMENTA  

Sopravvissuti

Arrivano le testimonianze strazianti dei sopravvissuti allo scontro tra treni in Puglia. Molti sono sotto shock. Le urla risuonano ancora nelle loro teste.

Non si ferma ancora. Lo scontro tra i treni in Puglia, tra Corato ed Andria fa ancora parlare di sé. Arrivano le testimonianze delle vittime. Arriva il dolore dei sopravvissuti. Arrivano i traumi dei sopravvissuti. Tutti uniti dalle urla. Urla che hanno risuonato in quel treno. Urla che continuano a risuonare nelle teste di chi è sopravvissuto allo scontro.


Quel rumore, non lo dimenticherò mai. E poi il buio, i lamenti. Le grida, tante grida. Riesco ad alzarmi, comincio a camminare, mi accorgo che sotto di me ci sono dei cadaveri. Li pesto, vado avanti. Cerco Matteo, mio marito. Urlo il suo nome, ma lui non mi sente. Poi riesco a trovarlo: è incastrato nelle lamiere. Scavo con le mani, cerco di togliergli di dosso quei pezzi di ferro. Alla fine ci riesco, non so neanche io come, e attraverso un buco del treno lo porto fuori. Restiamo lì, abbracciati. Poi qualcuno ci separa e ci porta in ospedale”. Questa è la testimonianza di Giuseppina Rutigliani. Moglie di Matteo Mascoli da quarant’anni. Avevano preso quel treno perché si stavano recando a pagare la retta del figlio disabile all’Istituto di Corato. Non hanno riportato ferite mortali ma si dovranno valutare i danni psicologici.


Samuele, un bambino di sette anni, è stato ritrovato tra le braccia della nonna. La sua nonna è morta per proteggerlo. Samuele non lo sa ancora. Si limita a lamentarsi perché nella stanza dell’ospedale in cui è ricoverato fa caldo. Secondo i medici, è ancora sotto shock.


Queste sono solo due delle 26 testimonianze strazianti raccolte da chi ha visto i propri cari dilaniati dalle lamiere di quei treni. 26 sopravvissuti che non hanno ancora risposte. 26 sopravvissuti che non sanno perché tutto ciò sia successo. Stavano solo viaggiando su un treno.

L'articolo prosegue subito dopo


 

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*