Israele, ancora raid nella notte: mira ai terroristi, uccide i civili. Obama appoggia

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Israele, ancora raid nella notte: mira ai terroristi, uccide i civili. Obama appoggia

Lo Stato d’Israele è stanco di aspettare. Il piano è chiaro: scatenare la guerra, l’ennesima, contro Hamas. Le vittime civili, da una parte e dall’altra, effetti collaterali. I raid Israeliani sono ripresi ieri. Obbiettivo principale Ahmed al-Jabari, comandante delle brigate al-Qassam, ucciso ieri mentre si trovava in auto. Scontata la risposta di Hamas che non ha perso tempo e ha armato i missili che, caduti sul suolo Israeliano, hanno ucciso 3 civili. Sono 13 le persone uccise (100 i feriti), invece, da Israele che ha proseguito i rai d per tutta la notte. Il neoeletto presidente degli Stati Uniti Barak Obama non ha fatto mancare il suo sostegno al premier Netanyhau. In una nota della Casa Bianca si legge:

Il presidente americano Barack Obama e il premier israeliano Benjamin Netanyhau si sono detti «d’accordo sulla necessità che Hamas fermi i suoi attacchi». Lo comunica la Casa Bianca, sottolineando che Obama ha chiesto «ogni sforzo per evitare vittime civili».

Il ministro degli Esteri egiziano ha chiesto agli Stati Uniti di «intervenire immediatamente» per porre fine alla «aggressione israeliana» a Gaza. Teheran definisce «terrorismo organizzato» l’offensiva israeliana sulla Striscia.

Su richiesta dell’Egitto, si è riunito il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Presenti le parti in causa, Israele e Palestina. Come riportato da vari quotidiani

«Il popolo israeliano è soggetto quotidianamente e inesorabilmente a una brutale aggressione da parte di Israele» denuncia l’osservatore permanente dell’Autorità Palestinese all’Onu Ryad Mansour. «Siamo venuti davanti al Consiglio di Sicurezza per dire basta: basta ai bagni di sangue, alle ingiustizie e alle politiche illegali contro i palestinesi» incalza Mansour. Secca la replica di Israele. «Hamas si nasconde dietro ai suoi civili per colpire i nostri civili» afferma l’ambasciatore israeliano all’Onu, Ron Prosor. Per gli Stati Uniti presente all’incontro l’ambasciatrice Susan Rice, che ha ribadito la ferma condanna americana agli attacchi dei palestinesi, ribadendo l’appoggio statunitense a Israele.

«Non vi è alcuna giustificazione per la violenza posta in essere da Hamas e da altre organizzazioni terroristiche verso il popolo israeliano»: è necessario – sottolinea Rice davanti ai Quindici – «porre fine immediatamente a questi atti vili. Attaccare Israele su base quotidiana non aiuta i palestinesi a Gaza né consente loro di avanzare sulla strada dell’autodeterminazione e dell’indipendenza». Preoccupati per l’escalation di violenze il capo degli affari politici delle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman, e la missione britannica che teme per la spirale di violenza che si è creata.

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