L’importanza dell’oro verde del Madagascar COMMENTA  

L’importanza dell’oro verde del Madagascar COMMENTA  

“Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”
anche questa volta il detto cinese non sbaglia. La deforestazione è un male che
colpisce zone molto grandi della nostra terra, tra le quali prevale il
Madagascar che ha già perso il 90% delle foreste d’origine.  L’isola si è separata dall’Africa e dall’India
140 milioni di anni fa per questo la maggior parte della specie di flora e
fauna sono endemiche. Una meraviglia impressa nei cuori di tutti i viaggiatori
che hanno potuto osservare il rosso sangue della terra, le perfette geometrie
delle risaie e le spiagge coralline. Logicamente anche i Lemuri hanno la loro
parte fondamentale in questo ambiente, spettrali e buffi allo stesso tempo,
potrebbero essere il simbolo incontrastato del Madagascar. Nonostante questa
sia una terra tra le più ricche di materie prime del pianeta, la povertà regna
sovrana tra le famiglie della popolazione.

Durante il colonialismo europeo furono sfruttate molte delle materie
prime, dal legname alla pesca, senza incrementare l’economia locale ma causando
solo una grande ferità nei popoli di questa terra. Altra caratteristica che allontana
un po’ il Madagascar dal resto del commercio mondiale è il suo isolamento
geografico, causa fondamentale della crescita dei costi sul mercato. La vera ricchezza di questo popolo
sono le foreste ma il fragile equilibrio che bilancia il rapporto tra natura e
uomo è minacciato dalla tecnica del “taglia e brucia” che consiste nel  dar fuoco a tratti di foresta per trasformarli
in zone fertili. La più grande piaga che colpisce il Madagascar è il taglio
illegale di legname pregiato ed il conseguente commercio illecito.  Tutto questo ha creato un circolo vizioso dal
quale il paese non riesce a rialzarsi ovvero la scomparsa dei legni
maggiormente preziosi e l’erosione del suolo che fa insabbiare i fiumi,
rendendo incoltivabili molti terreni. Il Parco Nazionale di Masoala è formato
da una foresta pluviale di 235 mila ettari, caratterizzata da diverse specie di
baobab, orchidee e mangrovie. Inoltre di rilevante importanza sono le erbe
medicinali, conosciute e utilizzate in tutto il mondo nell’ambito cosmetico e
per la cura di malattie. Anche questo fa parte di un commercio molto fruttifero
per l’industria farmaceutica occidentale e nullo per gli erboristi del luogo.

Con delle asce vengono tagliati a mano molti alberi di questA foresta, il
lavoro dei taglialegna locali è quello di far emergere il cuore del tronco e
trascinarlo fino ad arrivare al fiume dove verranno trasportati con delle
zattere. Il commercio del legno di rosa è il maggiormente sviluppato ed il
processo dall’abbattimento al commercio ha bisogno di varie prestazioni: il
taglialegna, chi trasporta i tronchi fino al fiume, chi li trasporta con le
zattere,  in seguito gli autisti dei
furgoni e le guardie di controllo. I maggior acquirenti di questo legno
pregiato sono i cinesi, da questo commercio illegale derivano 460.000 dollari
al giorno ma il 90% della popolazione del Madagascar vive con 2 dollari al
giorno.  L’unico strumento che
riuscirebbe a salvare quest’isola è l’istruzione e l’informazione, ogni
abitante deve essere consapevole delle conseguenze sulla perdita della foresta
pluviale e la necessità di reimpianto di alberi. La foresta è il futuro dei loro figli e il sostegno per una terra che sta per cedere tra le mani dell’uomo.

Elisabetta Pacifici

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