Origini del Tartan tra cultura e storia scozzese

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Origini del Tartan tra cultura e storia scozzese

Forse non c’è simbolo più iconico del patrimonio scozzese che il panno a scacchi conosciuto come tartan. Questi modelli distintivi sono ormai un legame indissolubile con la Scozia e sono una fonte di orgoglio nazionale per molte famiglie.

Anche se gli abiti tradizionali portano il motivo del tartan stampato su lana, il tartan è giunto a rappresentare la presenza del caratteristico intreccio di colori, cioè come pattern, perdendo l’importanza del materiale stesso.

C’è molto dibattito tra gli storici, sulle origini esatte del nome e del tartan scozzese come identità.

Alcune scuole di pensiero suggeriscono che la parola “tartan” derivi dal gaelico irlandese ‘tarsna’, (un riferimento ai metodi di tessitura), mentre secondo l’organizzazione della Storia scozzese, l’origine più generalmente accettata è “tiretaine” la parola francese che significa: panno di lana e misto lino.

I primi documenti storici Romani parlano di tribù celtiche in Scozia che indossavano panni di colori brillanti a righe ed è la prima testimonianza del tartan, di cui un capo si trova ora al Museo Nazionale di Scozia, risalente al III secolo dC.

Altri riferimenti ad antichi tartan ritrovati sono datati molto più tardi, come quella di re Giacomo V che acquistò per la moglie il tartan ‘Heland’ nel 1538 e una xilografia tedesca, risalente al 1631, che raffigura mercenari delle Highland coperti da kilt di tartan.

In tempi più moderni il tartan è fortemente associato a un’identità specifica di discendenza da una stirpe, ma questo non è sempre stato così. Secondo James Scarlett, uno storico scozzese considerato una delle maggiori autorità in materia, il tartan scozzese è venuto a prendere una simile importanza solo dopo la battaglia di Culloden nel 1745. Questa battaglia è stata il culmine della rivolta giacobita guidata da Charles Edward Stuart, più conosciuto come Bonnie Prince Charlie.

Molte delle comunità delle Highlands hanno avuto un solo tessitore in grado di usare le piante locali per produrre i coloranti necessari a dare l’usuale tinta vivace alle stoffe. Piante diverse si trovano in modo predominante in alcune zone, questo significa gli stessi colori per una comunità di molte famiglie.

Così una comunità di individui avrebbe dovuto indossare lo stesso tartan più per necessità che per un tentativo di affermare la propria individualità.

I ribelli che hanno combattuto nella battaglia di Culloden avrebbero quindi tutti indossato il tessuto distintivo della propria famiglia allargata (o clan) ed è stato forse la prima occasione di entrare in battaglia con una divisa rappresentante la propria discendenza.

Quindi, anche se non intenzionalmente, alcuni clan sarebbero stati associati ad un tartan particolare. Si pensa che le fantasie scozzesi di questo tempo siano state perse.

Dopo la battaglia di Culloden il Parlamento britannico ha approvato una legge che ha vietato l’uso del tartan per gli uomini comuni nelle Highland. Tuttavia, nel tentativo di conquistare la fedeltà dei ribelli hanno permesso ai loro reggimenti delle Highlands, forzati nell’arruolarsi all’esercito britannico, di indossare di nuovo il loro tartan.

La nobiltà scozzese e le Lowland scozzesi erano esenti dal divieto dell’uso del tartan, un fornitore di stoffa scozzese per questi gruppi era William Wilson di Bannockburn.

Una delle organizzazioni del patrimonio scozzese patrimonio gestito dal governo cita William Wilson come responsabile di gran parte del tartan esistenti oggi e del famoso libro di modelli risalente al 1819 per sarti, che contiene le istruzioni per la tessitura di più di 200 tartan diversi.

Era inevitabile che, quando il divieto fu tolto gli scozzesi lo indossarono di nuovo nel 1782.

Gli Highlanders lo vedevano come un modo per riaffermare la loro identità, usandolo come un simbolo molto più significativo di quanto non fosse stato in precedenza.

Secondo l’Associazione della storia scozzese, la vera popolarità del tartan è il risultato di un concorso organizzato da Sir Walter Scott per la visita del monarca re Giorgio IV in Scozia nel 1822. I capi delle Highlands sono stati invitati a partecipare nella loro uniforme dei clan in tartan, per cui questo è passato da essere qualcosa di associato alla ribellione a una dichiarazione di moda. A questo punto praticamente ogni famiglia scozzese, in particolare quelle della nobiltà, affermarono il proprio tartan.

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