Padoan a Porta a Porta, no al taglio dell'Irpef

Padoan a Porta a Porta, no al taglio dell’Irpef

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Padoan a Porta a Porta, no al taglio dell’Irpef

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No al taglio dell’Irpef, almeno per ora. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Padoan a Porta a Porta. La pressione fiscale deve scendere.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è intervenuto alla trasmissione Porta a Porta per parlare di Irpef e pressione fiscale. Con la nuova legge di stabilità ormai imminente, il ministro ha spiegato che si stanno “facendo i conti” e che l’intenzione del governo è quella di dare maggiore “sostegno agli investimenti, all’innovazione e alla produttività, che significa anche salari più alti”. In questo senso, “i contratti a livello aziendale devono essere sostenuti” perché “sono fonte di crescita della produttività, della competitività e del reddito dei lavoratori”.

“La pressione fiscale” ha ammesso Padoan, “è alta”. “Ha cominciato a scendere” ha aggiunto, “ma deve scendere ancora”. Si continuerà quindi a lavorare proprio per ridurre la pressione fiscale, ma, nonostante ciò, il taglio dell’Irpef “per il momento è rinviato”.

Sul tema della prossima manovra fiscale è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, che nella e-news ha promesso che “metterà assieme giustizia sociale e crescita”.

“I posti di lavoro sono a più 585.000” ha scritto Renzi, “ma purtroppo non basta.

E dunque in legge di stabilità ci saranno nuove misure per la competitività. E ci saranno anche misure per agevolare la pensione di chi ha maturato molti anni ma non ha ancora i requisiti previsti dalla riforma Monti-Fornero: tenere insieme la giustizia sociale con la crescita, questo il nostro obiettivo”.

Secondo il presidente del Consiglio occorre poi “fare investimenti nella ricerca”. “Nella scorsa legge di stabilità abbiamo messo agevolazioni” ha puntualizzato, “continueremo a farlo nella prossima manovra”.

Infine una stoccata all’Unione Europea. “Abbiamo bisogno di un’Ue che faccia investimenti” ha scritto Renzi, che ha poi aggiunto che “alcuni paesi hanno un surplus primario troppo alto”. “Noi non diciamo che devono ridurre le esportazioni ma come noi facciano la nostra parte sulle regole anche gli altri rispettino le regole sul surplus primario”.

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