Risonanza magnetica ad alta tecnologia: morirai da giovane?
Risonanza magnetica ad alta tecnologia: morirai da giovane?
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Risonanza magnetica ad alta tecnologia: morirai da giovane?

risonanza magnetica

E' stata inventata una risonanza magnetica con cui individuare chi ha la possibilità di morire da giovane. Gli studi sono stati effettuati a Londra.

Con una semplice risonanza magnetica, presto i medici professioni saranno in grado di determinare chi può essere a rischio di morte precoce. Sono molto ottimisti riguardo a questa scoperta.

Recenti studi, infatti, dimostrano che potranno anche rilevare chi soffrirà di più rispetto ad altri probabilmente di cattiva salute avanzando con l’età.

A Londra c’è un team di neuro scienziati che è riuscito ad apportare delle modifiche nei programmi di un computer in modo da testare “l’età cerebrale” dei pazienti. Ciò viene effettuato calcolando il volume del loro tessuto cerebrale.

Volete sapere come funziona il test? Il computer misura la perdita generale di materia grigia e bianca. Queste, infatti, sono le parti che determinano il processo di invecchiamento del cervello.

La materia grigia è la parte più importante del sistema nervoso centrale del corpo. È responsabile dell’invio di messaggi lungo i nervi, dal cervello al resto del corpo. La materia bianca, invece, è un tessuto che collega la materia grigia con le diverse aree del cervello.
Anche se sono stati effettuati notevoli progressi, le risonanze non sono ancora pronte per prove cliniche.

I ricercatori, intervistati, hanno detto che si augurano, un giorno, che il test possa servire come strumento per identificare le persone a rischio di decadenza cognitiva e più inclini a morire prima degli ottant’anni.

Sono stati effettuati alcuni test su anziani e si è scoperto che maggiore è la differenza tra “l’età cerebrale” di una persona e la sua effettiva età, e maggiore è la possibilità che tale persona soffra di scarsa salute mentale e fisica.

Secondo il dottor James Cole, autore e ricercatore associato del Dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra, la risonanza magnetica potrà presto prevedere l’età cerebrale delle persone.

Ha infatti detto in un’intervista: “Il nostro approccio utilizza la discrepanza tra l’età cronologica e quella che chiamiamo età cerebrale prevista, quale segno di atrofia del cervello legata all’età. Se il tuo cervello risulta più vecchio della tua effettiva età, ciò indica che potrebbe stare succedendo qualcosa di negativo.”

Nel corso della ricerca, il medico ha osservato più di 2.000 risonanze magnetiche di cervelli di persone sane.

La tecnologia fu poi migliorata e affinata. Poi, sono state studiate le risonanze di 669 persone tutte nate nel 1936.

Come funziona la risonanza magnetica

La risonanza ha individuato la loro età cerebrale e a chi aveva un cervello più vecchio dell’età effettiva fu assegnato un punteggio peggiore in termini di invecchiamento salutare, capacità polmonare e cerebrale, forza prensile e velocità di cammino.

Nel corso della ricerca, si è anche scoperto che gli uomini hanno più probabilità di avere un cervello più vecchio rispetto alle donne. Le risonanze, infatti, hanno mostrato una discrepanza di otto anni per gli uomini e due anni per le donne.

Il dottor Cole spera che il test possa presto diventare più accurato. “Una persona potrebbe andare dal medico, sottoporsi a risonanza, e il medico potrebbe dirgli: ‘il suo cervello è 10 anni più vecchio di come dovrebbe essere’. E potrebbe quindi avvisarlo di modificare la sua dieta o lo stile di vita, oppure di iniziare a sottoporsi a qualche cura.”

In ogni caso, il medico ha aggiunto che il test non è ancora sufficientemente accurato per essere usato a livello individuale.
Ha anche spiegato che il concetto in realtà non è nuovo e che i medici hanno spesso usato l’età di un organo per prevedere le aspettative di vita delle persone.

“Si dice che i fumatori abbiano i polmoni che sono 20 anni più vecchi di quanto dovrebbero essere. È anche possibile rispondere a dei questionari online circa ginnastica e dieta e ottenere ‘un’età cardiaca’.”

La tecnica relativa all’età cerebrale dovrebbe funzionare nello stesso modo.

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