Terremoto Lazio e Umbria: 21 morti accertati, continuano le scosse di assestamento COMMENTA  

Terremoto Lazio e Umbria: 21 morti accertati, continuano le scosse di assestamento COMMENTA  

Un terremoto che, come dichiarato dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio è paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila seppur in uno scenario diverso. Ha letteralmente squarciato il centro Italia nella notte, provocando almeno 21 morti, 11 dei quali nel Lazio, 6 nel comune di Accumoli e 5 ad Amatrice, nella provincia di Rieti, ed altri 10 nelle Marche, nel comune di Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Un evento terribile, una scossa di magnitudo 6.0 con ipocentro a soli 4 chilometri di profondità, ed epicentro nel comune di Accumoli, alla quale hanno fatto seguito decine di altri terremoti, scosse di assestamento, molte delle quali di magnitudo superiore al 4 della scala Richter.

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Un sisma dalla violenza distruttrice, durato decine di secondi, avvenuto alle 3:36 della notte con epicentro a soli 2 chilometri dal comune di Accumoli e 10 da Arquata del Tronto ed Amatrice. Poco dopo sono state registrati terremoti di magnitudo 3.8, 3.9, 3.7 e 4.4 con epicentro a Norcia e Amatrice. Moltissime sono state le scosse di assestamento, la più intensa delle quali, alle 4.33, a Norcia, in provincia di Perugia: un sisma 5.4 con ipocentro a 8.7 chilometri. Scosse che proseguono anche in questi minuti, comprese tra le magnitudo 2.3 e 3.1.

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Il presidente della regione Lazio Zingaretti, in sopralluogo nei comuni colpiti, ha confermato che Accumoli ed Amatrice sono stati pesantemente danneggiati. Ad Amatrice, comune a poco più di 900 metri di altezza, il corso principale è devastato e almeno mezzo paese è stato praticamente cancellato, come dichiarato dal sindaco; peraltro le strade di accesso risultano bloccate e l’ospedale è inagibile.

Decine di ambulanze sono accorte durante la notte e i soccorritori stanno scavando da ore tra le macerie nella speranza di estrarre eventuali dispersi ancora in vita.

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