Tour 2016, ecco cos’è successo finora COMMENTA  

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Tour de France 2016

Ha preso il via sabato 2 luglio il Tour 2016 che con la tappa pirenaica di ieri, ha concluso la prima settimana di gara.

Ecco cos’è successo finora.

Una delle note più positive della prima settimana di Tour è stato il ritorno alla vittoria del velocista britannico Mark Cavendish, che ha iniziato a schiantare gli avversari negli sprint, sin dalla prima tappa a Utah Beach. E’ andata bene anche al campione del mondo Peter Sagan, che finora è riuscito ad aggiudicarsi due tappe.


Ottime le prove dei solisti come Stephen Cummings e Tom Dumoulin, protagonisti di cavalcate solitarie fino al traguardo.

Team Sky e Chris Froome padroni della corsa

Fra le squadre, chi ha convinto di più è stato il Team Sky. La squadra di Chris Froome dispone di corridori che potrebbero essere capitani in molte altre formazioni. Da segnalare l’impressionante capacità di gestire la corsa, imponendo ritmi altissimi in salita e proteggendo sempre a dovere l’attuale maglia gialla Froome.


Ed è proprio Froome il corridore che meglio esce da questa prima settimana.

Il britannico, oltre a correre da padrone stabilendo cosa fare chilometro dopo chilometro, ha inventato un imprevedibile attacco in discesa nella tappa di sabato.


E anche se i tifosi continueranno a non amarlo particolarmente, lui passa comunque avanti e a testa alta. Indubbiamente, la maglia da leader è sua.

Bene Fabio Aru, ancora fermo Quintana

Molto bene Fabio Aru, alla prima esperienza alla Grande Boucle.

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L’italiano è sempre rimasto con i primi, accusando un momento di difficoltà soltanto nei 6 km conclusivi dell’ultima salita di ieri, dove ha accumulato un ritardo di un minuto.

Meno bene invece Vincenzo Nibali, che secondo indiscrezioni sarebbe afflitto da un dolore misterioso nella parte alta della gamba.

Ha deluso anche Nairo Quintana, che dopo aver accumulato un ritardo di circa 25 secondi da Froome, ha praticamente rinunciato ad attaccare il rivale. L’impressione, sui Pirenei, è stata quella di rivedere il Tour dello scorso anno, quando il colombiano ha reagito solo all’ultima salita della corsa e dopo aver constatato che le resistenze di Froome non erano poi così ferree.

Vedremo prossimamente se l’atteggiamento del corridore della Movistar cambierà; intanto Chris Froome appare in gran forma, sia fisica che mentale, aspettando il Mont Ventoux di giovedì, l’ascesa che incoronò il britannico nel 2013.

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