Tra Napoli e Caserta in aumento casi di cancro

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Tra Napoli e Caserta in aumento casi di cancro

Gli studi ecologici sul cancro in un’area interessata alle perdite dei rifiuti in Campania influenzano sull’area e rischiano di aumentare i casi di cancro.

Altri due bimbi vittime di quella “terra inquinata e maledetta”. Ad Acerra, comune tra Napoli e Caserta, altri due bambini sono morti di tumore. Un esempio è la storia di Tonia, 6 anni e mezzo, spirata tra le braccia della mamma alcuni giorni fa. Ed è proprio mamma Pina a sottolineare che in qualunque ospedale d’Italia in cui ha portato la sua piccola, non faceva che incontrare bambini della sua stessa zona. Una coincidenza? Non proprio: un recente studio dell’Istituto Pascale, così come un rapporto del Ministero della Salute, riconoscono, almeno numericamente, il persistere in quelle zone di una vera e propria “strage di innocenti”.

Ad Acerra l’aumento supera il 30 per cento, con picchi del 47%. Il dossier Sentieri sulle aree contaminate, che analizza dal punto di vista epidemiologico i territori più esposti, stima in 9.969 il numero di vittime dell’inquinamento in 7 anni.

Tutti tumori al sistema respiratorio, leucemie, malattie cardiovascolari.

A cogliere l’alta incidenza è pure il ministero della Salute: “Per quanto riguarda i tumori maligni nel loro complesso, la mortalità in Campania tra gli uomini è superiore ai valori dell’intera Italia per il contributo delle province di Caserta e Napoli”, si legge in una relazione del gennaio scorso. Ma nella relazione ministeriale non si parla di terra avvelenata: le cause risiedono, secondo il Ministero, nello stile di vita della popolazione locale.

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