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Accordo Iran-Stati Uniti: dettagli e implicazioni del memorandum firmato da Trump

Accordo Iran-Stati Uniti: dettagli e implicazioni del memorandum firmato da Trump

Donald Trump ha firmato un accordo storico con l'Iran, ponendo fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Scopri i dettagli del memorandum e le implicazioni per la regione.

In un gesto che ha scosso la scena internazionale, il presidente degli Stati Uniti Donald trump ha firmato un accordo storico con l’Iran, ponendo fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. La notizia è stata confermata da una fonte ufficiale della Casa Bianca, dopo che il sito Axios aveva anticipato la firma digitale durante una cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles.

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha confermato che la firma del memorandum d’intesa è avvenuta in forma digitale, senza la necessità di una cerimonia in Svizzera. Il testo dell’accordo è ora definitivo e ufficiale, con entrambe le parti che hanno apposto le loro firme.

Le clausole principali del memorandum

L’accordo, intitolato Memorandum d’intesa di Islamabad tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica islamica dell’Iranè un documento in 14 punti che delinea le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’allentamento delle restrizioni finanziarie sull’Iran e la gestione del programma nucleare iraniano.

Tra i punti salienti, gli Stati Uniti e l’Iran si impegnano a cessare immediatamente e permanentemente le operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale l’uno dell’altro.

Inoltre, gli Stati Uniti si impegnano a rimuovere il blocco navale e a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran entro 30 giorni dalla stipula dell’accordo definitivo.

L’Iran, d’altra parte, si impegna a garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali per un periodo di 60 giorni, dopo i quali inizierà a riscuotere un canone per i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz. Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l’Iran ha un diritto di sovranità su Hormuz e che il traffico navale non tornerà alla situazione pre-bellica.

Il programma nucleare iraniano

Uno dei punti più delicati dell’accordo riguarda il programma nucleare iraniano. L’Iran ribadisce di non procurarsi né sviluppare armi nucleari e si impegna a discutere la questione dell’arricchimento e altre questioni relative alle esigenze nucleari del paese. Gli Stati Uniti e l’Iran concordano di risolvere la questione dello smaltimento del materiale arricchito stoccato secondo un meccanismo che sarà concordato di comune accordo.

In attesa dell’accordo definitivo, le due parti concordano di mantenere lo status quo, con l’Iran che mantiene l’attuale status quo del suo programma nucleare e gli Stati Uniti che non imporranno nuove sanzioni né dispiegheranno ulteriori forze nella regione.

Le reazioni internazionali

La notizia dell’accordo ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale. Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha criticato l’accordo, definendolo un completo fallimento e affermando che il regime iraniano sopravvive, il programma missilistico rimane attivo e l’Iran può ricostruire il suo programma nucleare.

D’altra parte, il Pakistan ha insistito sulla possibilità di una cerimonia di firma dell’accordo in videoconferenza, mentre i media hanno riportato che l’accordo sarà firmato a distanza, con il rinvio dell’incontro a Ginevra.

La firma dell’accordo rappresenta un passo significativo verso la stabilizzazione della regione e la risoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, restano molte sfide da affrontare, tra cui la gestione del programma nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

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