Nel pomeriggio del 26 giugno 2026, all’interno dello stabilimento BRT in via Niccolò Paganini 7 a Settimo Torinese si è verificato un Grave incidente sul lavoro che ha portato alla morte di un addetto. L’uomo, identificato come Antonio Gala 64 anni, residente a Vauda Canavese e dipendente di Utm, azienda in appalto per Brt, sarebbe rimasto schiacciato durante una manovra con una motrice.
Dinamicà dell’incidente e primi accertamenti
Secondo le prime ricostruzioni operative, l’ipotesi al vaglio è che la motrice si sia mossa improvvisamente perché non era stata messa in sicurezza; nello specifico si sospetta che il freno di stazionamento non fosse inserito. L’addetto sarebbe stato incastrato tra il camion su cui si trovava e un altro mezzo in manovra, senza possibilità di liberarsi.
Sul luogo sono intervenuti immediatamente i mezzi del 118 di Azienda Zero che hanno potuto constatare solo il decesso per i traumi riportati.
Presenza e ruolo degli enti intervenuti
Allo stabilimento sono accorsi i carabinieri della Tenenza di Settimo Torinese i vigili del fuoco e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 che hanno avviato gli accertamenti tecnici per ricostruire con precisione la dinamica.
Le operazioni hanno compreso rilievi sul posto, raccolta di testimonianze e verifiche sulle condizioni dei mezzi coinvolti. L’azienda proprietaria dell’area ha dichiarato di aver attivato verifiche interne e di collaborare con le autorità giudiziarie per fare piena luce sui fatti.
Responsabilità contrattuali e contesto aziendale
La vittima era impiegata da Utm, una società che opera in appalto per Brt all’interno del deposito di Settimo Torinese. La vicenda riapre il tema delle responsabilità nelle attività in appalto e della sicurezza dei veicoli utilizzati nelle manovre interne. Le verifiche in corso dovranno chiarire se siano state rispettate procedure di messa in sicurezza dei mezzi e se le attrezzature coinvolte disponessero di dispositivi di protezione e di freni di stazionamento automatici, tecnologia che i sindacati indicano come utile a prevenire simili incidenti.
Elementi tecnici sotto osservazione
Gli ispettori stanno valutando lo stato dei freni, la manutenzione dei mezzi e le procedure operative seguite dagli operatori al momento dell’incidente. In particolare, le verifiche puntano a stabilire se il veicolo fosse in folle, se fossero stati disinseriti sistemi di bloccaggio o se ci fossero anomalie meccaniche che avrebbero determinato lo scorrimento della motrice. Questi aspetti tecnici saranno determinanti per eventuali responsabilità penali o amministrative.
Reazioni sindacali e richieste di maggiori standard di sicurezza
Le organizzazioni sindacali hanno espresso cordoglio alla famiglia della vittima e hanno rilanciato dure critiche sullo stato della sicurezza sul lavoro. La segretaria generale della Uil Piemonte Chiara Maffè, ha sottolineato l’«inarrestabile sequenza di morti sul lavoro» registrata in regione, ricordando il dato di 23 decessi nei primi quattro mesi dell’anno, di cui 10 nella provincia di Torino, e chiedendo una seria riflessione culturale sulla sicurezza.
Richieste specifiche dei sindacati
La Cgil Torino e la Filt Piemonte con le dichiarazioni di Sarah Pantò e Giuseppe Santomauro, hanno chiesto che la sicurezza sia considerata un investimento continuo in tecnologie, manutenzione e formazione. In particolare, i sindacati puntano il dito sulla mancata adozione, a loro avviso, di sistemi come il freno di stazionamento automatico che potrebbe ridurre il rischio di movimenti involontari dei mezzi. Hanno inoltre ribadito che molte morti sul lavoro non sono fatalità ma il risultato di scelte organizzative che privilegiano la produttività rispetto alla protezione dei lavoratori.
La vicenda rimane aperta e sotto indagine: le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti tecnici e giudiziari per chiarire ogni responsabilità. Nel frattempo, lo stabilimento e le aziende coinvolte sono al centro dell’attenzione, mentre la comunità locale e le rappresentanze sindacali attendono risposte e misure concrete per evitare il ripetersi di tragedie analoghe.
