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Aggressione al Duomo: 27enne arrestato dopo lo sfregio a una ragazza

Aggressione al Duomo: 27enne arrestato dopo lo sfregio a una ragazza

Un uomo di 27 anni è stato arrestato a Milano dopo aver sfregiato il volto di una ragazza sulla banchina della metropolitana Duomo; la vittima è stata portata al Policlinico e i fatti sono avvenuti alle 15.35

Nel primo pomeriggio, alle 15.35 la banchina della linea gialla della metropolitana al Duomo è stata teatro di un’aggressione che ha lasciato una giovane donna con una ferita giudicata permanente. Un uomo di 27 anni identificato come Mohammed Saidi è stato fermato e successivamente arrestato dalla Polizia locale dopo l’intervento sul posto e una breve fuga a piedi.

La vittima, una donna di 22 anni nata in Marocco, era in centro con familiari e amiche quando sarebbe avvenuto il fatto. Trasportata al Policlinico in codice giallo per una perdita di sangue rilevante, è stata sottoposta a visite che hanno portato i chirurghi plastici a definire la ferita come permanente.

La dinamica dell’aggressione e le parole dell’aggressore

Secondo le testimonianze raccolte in stazione, l’episodio si sarebbe scatenato dopo un breve contatto visivo fra i due. Un passeggero presente sulla banchina ha riferito che il 27enne avrebbe urlato frasi che richiamano l’identità personale: «Cosa guardi? Sono uomo e musulmano» e in un’altra versione «Sono musulmano, sono un uomo, che c***o guardi?».

Dopo le parole sarebbe seguita una reazione violenta: prima un pugno, poi l’estrazione di un coltello con cui la giovane avrebbe ricevuto un taglio profondo dalla guancia fino al collo.

Dettagli confermati sull’intervento

Le urla della vittima hanno richiamato l’attenzione degli agenti della Polizia locale presenti nella stazione. Gli operatori hanno immediatamente inseguito l’aggressore, riuscendo a bloccarlo dopo pochi minuti: l’inseguimento si è sviluppato inizialmente su via Torino e si è concluso tra le vie del centro storico, in prossimità di via Speronari e via Falcone. L’uomo è stato quindi arrestato con le accuse di lesioni aggravateresistenza e porto abusivo d’arma.

Contesto giudiziario e precedenti controlli della polizia

La vicenda giudiziaria del 27enne include un episodio avvenuto la sera precedente: era stato fermato con l’accusa di avere scassinato tre auto tra la zona Buenos Aires e il quartiere Rubattino. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe utilizzato un grosso cacciavite per forzare i veicoli e sottrarre oggetti lasciati all’interno. Dopo il fermo era stato portato davanti al giudice per la direttissima, che gli aveva imposto un divieto di dimora misura dopo la quale era tornato in libertà.

La Procura dovrà ora valutare se contestare ulteriori aggravanti rispetto ai capi d’imputazione già formalizzati. Tra le ipotesi allo studio ci sono possibili aggravanti legate all’odio contro la vittima, con riferimento a componenti di genere o a discriminazione di ordine razziale o religioso, oltre alla contestazione del reato specifico di sfregio permanente del volto che comporta una pena prevista tra 8 e 14 anni di reclusione.

Rischi processuali e provvedimenti immediati

Al momento dell’arresto, oltre alle accuse citate, resterà all’attenzione degli inquirenti l’esame delle circostanze che hanno portato alla fuga e alla successiva cattura nelle vie del centro. La presenza degli agenti in stazione e la rapidità dell’intervento hanno permesso di evitare ulteriori rischi immediati per l’ordine pubblico e per i presenti sulla banchina.

Restano in corso le valutazioni sul quadro probatorio da parte della Procura che deciderà le contestazioni definitive da porre a carico di Mohammed Saidi e le misure cautelari da applicare nelle prossime fasi dell’iter giudiziario.

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