Argomenti trattati
Non tanto per la scelta di integrare nuove tecnologie nello spettacolo, quanto per la qualità del risultato finale, che ha acceso il dibattito online.
Al centro delle critiche, uno spezzone in cui il pubblico è stato trasformato digitalmente in “paperotti”, una soluzione creativa che però ha suscitato reazioni contrastanti.
Abbiamo raccolto il parere di Mattia Marangon pubblicato sul suo Substack.
AI a Sanremo: innovazione o effetto “cringe”?
Sui social molti utenti hanno definito la scena poco riuscita, sottolineando come l’effetto visivo apparisse artificiale e distante dagli standard attuali.
A rilanciare il dibattito è stato anche il creator Mattia Marangon, che ha analizzato lo spezzone evidenziando un punto preciso: il problema non è l’intelligenza artificiale in sé, ma l’uso che se ne fa.
Secondo questa lettura, l’AI può rappresentare una risorsa importante per il mondo dello spettacolo, ma solo se accompagnata da una visione creativa solida e da una qualità tecnica adeguata.
Il vero nodo: qualità contro scorciatoie
La polemica si inserisce in un tema più ampio: l’utilizzo dell’AI nei contenuti televisivi.
L’impressione, condivisa da diversi commentatori, è che in questo caso la tecnologia sia stata impiegata più come effetto scenico rapido che come reale valore aggiunto. Il risultato? Un contenuto percepito da molti come poco curato e già “datato” nonostante l’uso di strumenti innovativi.
Sanremo e il rapporto con le nuove tecnologie
Il Festival di Sanremo ha sempre rappresentato un laboratorio di sperimentazione per la televisione italiana. L’introduzione dell’intelligenza artificiale rientra in questo percorso, ma solleva interrogativi importanti:
- l’innovazione basta da sola?
- quanto conta la qualità dell’esecuzione?
- il pubblico è pronto a questo tipo di linguaggi?
Una polemica destinata a continuare
Il caso delle “papere” dimostra come l’uso dell’AI nei media sia ancora un terreno delicato. Più che dividere tra favorevoli e contrari, il dibattito sembra spostarsi su un punto chiave: non è la tecnologia a fare la differenza, ma come viene utilizzata.
E mentre la discussione continua online, una cosa è certa: il rapporto tra televisione e intelligenza artificiale è destinato a restare al centro del dibattito anche dopo Sanremo.