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Albania in fermento: manifestazioni contro il resort legato alla famiglia Trump

Albania in fermento: manifestazioni contro il resort legato alla famiglia Trump

Da oltre un mese, Tirana è teatro di proteste contro un progetto turistico legato alla famiglia Trump e il governo di Edi Rama

Da oltre un mese, le strade di Tirana sono teatro di manifestazioni notturne che hanno ormai raggiunto la 42esima notte consecutiva. Migliaia di albanesi scendono in piazza per protestare contro un controverso progetto turistico legato alla famiglia del presidente statunitense Donald Trump e contro il governo del primo ministro Edi Rama.

La protesta, iniziata come una mobilitazione ecologista, ha assunto rapidamente connotati politici, trasformandosi in un movimento di opposizione al governo socialista. I manifestanti, sventolando bandiere albanesi e portando con sé fenicotteri di plastica rosa, chiedono le dimissioni di Rama e il blocco del progetto di sviluppo di un hotel di lusso nella zona protetta di Zvërnec.

La ‘Rivoluzione dei Fenicotteri’ e il progetto turistico

Il progetto, legato alla società di Jared Kushner, genero di Donald Trump e marito di Ivanka Trump, prevede la costruzione di un resort del valore stimato di 4,6 miliardi di dollari. La scelta di realizzare l’hotel in un’area protetta ha scatenato le ire degli ambientalisti e degli abitanti locali, preoccupati per l’impatto ambientale del progetto.

La protesta è stata soprannominata la Rivoluzione dei Fenicotteri in riferimento agli uccelli rosa che migrano verso la riserva naturale dove è previsto il progetto. I manifestanti portano con sé fenicotteri di plastica come simbolo della loro lotta per la salvaguardia dell’ambiente.

Le dichiarazioni di Edi Rama e la trasformazione della protesta

Il primo ministro Edi Rama ha risposto alle proteste affermando che all’inizio mi ha ricordato la protesta studentesca . Tuttavia, con il passare delle settimane, la natura della protesta è cambiata, trasformandosi in una contestazione politica contro il governo.

Rama ha dichiarato che il governo non ha nulla da bloccare, perché non esiste ancora un progetto definitivo. Ha inoltre sottolineato che il criterio per valutare il progetto non sarà il nome dell’investitore, ma la sua conformità agli standard legali, ambientali e architettonici.

Le accuse di corruzione e le dimissioni richieste

I manifestanti accusano il governo di corruzione e mancanza di trasparenza, chiedendo le dimissioni di Rama. La protesta ha assunto anche una dimensione globale, con attivisti anti-Trump che hanno trasformato l’Albania in una piccola arena dove si scontrano le opposte fazioni.

Rama ha respinto le accuse, affermando che la verità è molto più semplice della leggenda. Ha sottolineato che non è iniziata alcuna costruzione e che non c’è vendita di Sazan, contraddicendo le voci che circolano sui social network.

Le preoccupazioni per il turismo e l’adesione all’UE

Le proteste hanno sollevato preoccupazioni per la stagione turistica in Albania. Tuttavia, Rama ha affermato che un Paese dove le persone protestano liberamente è un Paese democratico, non pericoloso. Ha inoltre dichiarato che la protesta pacifica non danneggerà il processo di adesione all’Unione Europea.

La situazione in Albania rimane tesa, con manifestazioni che continuano ogni notte. La Rivoluzione dei Fenicotteri ha dimostrato che le preoccupazioni ecologiste possono rapidamente trasformarsi in un movimento politico di ampia portata, con implicazioni sia a livello nazionale che internazionale.

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