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Alessandro Sallusti, dimissioni da direttore de “Il Giornale” dopo 11 anni di lavoro

Il giornalista Alessandro Sallusti si è dimesso dal suo incarico di direttore de “Il Giornale” dopo 11 anni di lavoro svolti alla guida del quotidiano.

Dimissioni

Il giornalista Alessandro Sallusti ha deciso di dimettersi dalla sua mansione di direttore de Il Giornale: il professionista ricopriva una simile carica dal 2010.

Alessandro Sallusti, dimissioni da direttore de “Il Giornale” dopo 11 anni di lavoro

La carriera giornalistica di Alessandro Sallusti è iniziata proprio a Il Giornale, nel corso del 1987, e la sua esperienza è stata a lungo condivisa con Indro Montanelli.

Tuttavia, sulla base delle informazioni riportate dall’agenzia di stampa LaPresse e dal sito Dagospia, pare che Sallusti abbia deciso di rinunciare alla propria carica di direttore del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ruolo che detiene da ben undici anni.

La notizia, che al momento non è ancora stata né confermata né smentita ufficialmente dal diretto interessato, aprirebbe il dibattito circa la successione, qualora dovesse risultare veritiera.

A proposito dell’indiscrezione trapelata, si è espresso all’Adnkronos un membro del comitato di redazione de Il Giornaleche ha dichiarato: “Non lo sapevamo, non abbiamo ricevuto nessuna conferma né alcuna comunicazione ufficiale delle dimissioni del nostro direttore Alessandro Sallusti.

Le stiamo cercando in queste ore dal diretto interessato e dai manager dell’azienda. Se questa notizia fosse confermata, posso dire che la decisione ci coglie di sorpresa, non ce lo aspettavamo e non ci risultano motivi per i quali possa essere stata adottata”.

Alessandro Sallusti, dimissioni da direttore de “Il Giornale”: la lettera del cdr

Nel corso della serata di giovedì 13 maggio, poi, il comitato di redazione de Il Giornale ha diffuso una lettera ufficiale con la quale è stato annunciato quanto segue: “Per non farci mancare niente siamo alle prese con le possibili dimissioni del direttore Alessandro Sallusti.

La situazione alle 17.20 per quanto ne abbiamo saputo è la seguente: la notizia data da Dagospia (come quella del covid di Sallusti, se ricordate) non è al momento stata confermata né dal direttore, né dall’ad della See Andrea Favari”. Pertanto, il comitato di redazione ha scelto di spiegare quali saranno i prossimi passi che i membri del quotidiano intendono seguire: “Chiamare i diretti interessati: al momento, Sallusti non ha risposto al cellulare, mentre Favari, intercettato in sede, non ha voluto commentare. All’interno della redazione anche i nostri colleghi che più sono vicini a Sallusti non hanno alcuna informazione né ci hanno riferito di segnali di questi ultimi giorni. Noi stessi del cdr abbiamo visto il direttore giovedì scorso e non avremmo scommesso un centesimo su una cosa di questo tipo. Per quanto riguarda le indiscrezioni, in rete ce ne sono quante volete. Il nostro compito resta quello di insistere per avere informazioni verificate e vi terremo informati non appena le avremo”.

Alessandro Sallusti, dimissioni da direttore de “Il Giornale”: le parole di Vittorio Feltri

La notizia delle dimissioni di Sallusti, inoltre, è stata accompagnata anche da alcune indiscrezioni che potrebbero a breve riguardare il suo futuro lavorativo. Si ipotizza, infatti, che l’ex direttore de Il Giornale potrebbe presto essere nominato direttore di Libero, giornale di centrodestra posseduto dalla famiglia Angelucci, o addirittura potrebbe ottenere la direzione di tutte le testate che compongono il gruppo.

Una simile ipotesi è stata commentata dall’attuale direttore di Libero, Vittorio Feltri, con le seguenti parole: “Non ho ricevuto alcuna comunicazione e quindi non posso confermarlo né smentirlo, né non so nulla di un’eventuale trattativa, ma posso dire che se venisse qui sarei molto lieto, perché è un bravo giornalista col quale ho lavorato molti anni, e ne ho sperimentato le capacità – e ha aggiunto –ho lavorato con piacere con lui sin dai tempi del Resto del Carlino, del Giorno e della Nazione, quindi la sua vicinanza non solo non mi arrecherebbe nessun fastidio, ma forse anche qualche conforto. Non saprei, ma se si è dimesso, magari semplicemente ne ha pieni i cogl…, la spiegazione potrebbe essere questa. Ma faccio solo ipotesi, non ne ho idea”.

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