Il caso Meredith Kercher torna al centro delle polemiche dopo le critiche rivolte ad Amanda Knox per il suo spettacolo teatrale “Amanda Knox: Cartwheel”. La sorella della studentessa uccisa a Perugia, Stephanie Kercher, ha contestato la scelta di raccontare la vicenda giudiziaria sul palco in forma comica.
La petizione contro lo show e la risposta di Amanda Knox
Le parole di Stephanie Kercher arrivano dopo le critiche espresse nei giorni scorsi anche dall’avvocato italiano della famiglia, Francesco Maresca, che aveva definito la realizzazione dello spettacolo “offensiva e deplorevole”. Nel frattempo, un’amica di Meredith ha lanciato una petizione online per chiedere la cancellazione del programma: in soli tre giorni ha superato le tremila firme.
Nel testo dell’iniziativa si accusa lo spettacolo di trasformare una vicenda drammatica in intrattenimento: “Lo spettacolo prende in giro gli orribili eventi che hanno portato all’omicidio di Meredith e si propone di trasformare in qualche modo questa tragedia in intrattenimento”. La petizione aggiunge inoltre che “questo programma non solo manca di rispetto alla memoria di Meredith, ma rischia anche di normalizzare la violenza contro le donne banalizzando un evento così straziante”.
Amanda Knox ha replicato alle accuse attraverso i social, spiegando che il contenuto del suo spettacolo sarebbe stato interpretato in modo errato. “’Cartwheel’ è uno spettacolo sulla maternità, su cosa significhi crescere una figlia in mondo ingiusto e pericoloso per le donne e sul prezzo da pagare per essere il tipo di madre che decide di dirle la verità su tutto questo”, ha scritto. L’americana ha poi contestato il contenuto della petizione, sostenendo che presenti una versione distorta del monologo. “La petizione contiene molte affermazioni false e travisa completamente il contenuto dello spettacolo”, ha affermato Knox, aggiungendo: “Cartwheel rende omaggio alla memoria di Meredith Kercher e denuncia la violenza che è stata inflitta sia a lei sia a me”. Secondo l’ex imputata, la richiesta di fermare lo spettacolo rappresenterebbe proprio una dimostrazione dei temi affrontati nella sua opera, legati al giudizio pubblico e alla difficoltà per una donna di raccontare la propria esperienza.
Amanda Knox e lo show sul delitto di Perugia: l’ira della sorella di Meredith Kercher
A quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, il caso torna al centro del dibattito dopo le critiche rivolte ad Amanda Knox per il suo spettacolo teatrale “Amanda Knox: Cartwheel”, in scena al Fringe Festival di Edimburgo dal 7 al 17 agosto. Il monologo, con tutte le date già sold out, ripercorre la vicenda giudiziaria vissuta dall’americana, assolta insieme a Raffaele Sollecito dall’accusa di aver partecipato all’omicidio della studentessa inglese, avvenuto a Perugia il 1° novembre 2007.
A contestare la decisione di portare sul palco una vicenda così dolorosa è stata Stephanie Kercher, sorella di Meredith, intervenuta durante il programma Bbc Breakfast. La donna ha espresso la propria amarezza per la scelta di trasformare una tragedia reale in uno spettacolo di stand-up comedy, invitando Knox a immedesimarsi nella famiglia della vittima. “Pensi alla famiglia, ai suoi amici e provi a ribaltare la situazione: se fosse successo a sua sorella”, ha dichiarato, sottolineando come la prospettiva cambierebbe se una vicenda simile avesse coinvolto una persona cara all’ex studentessa americana.
Stephanie ha poi raccontato il dolore mai superato dai familiari di Meredith: “Il dolore della nostra famiglia è immenso. Non posso spiegarvi quanto abbiamo sofferto, e ne parliamo ancora dopo due decenni”. Secondo la sorella della giovane uccisa a Perugia, la questione non riguarda la comicità in generale, ma il fatto che lo spettacolo sia basato sulla storia di una persona reale, che non può più difendere la propria memoria.
