Cyberattacchi: dopo i frigoriferi e gli allarmi bomba sugli aerei, ospedali e reti idriche potrebbero essere i prossimi obiettivi. Intanto Servizi segreti, Digos, Polizia postale, Polaria e Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono impegnati a individuare gli autori delle recenti minacce informatiche.
Cyberattacchi: l’allerta è massima
E’ allerta massima in Europa e quindi anche in Italia, con Servizi segreti, Digos, Polizia postale, Polaria e Agenzia per la cybersicurezza nazionale che sono impegnati a individuare gli autori delle recenti minacce informatiche.
A ricostruire il quadro è QN, che parla di una vera e propria escalation nell’ambito della guerra ibrida: dagli attacchi alle celle frigorifere dei supermercati di mezza Europa (con temperature fino a 50 gradi e tonnellate di cibo da buttare) passando per le sacche di sangue e le scuole fino ai falsi allarmi bomba sugli aerei.
Tra il 3 e il 6 novembre Eurocontrol ha registrato ben 35 allarmi bomba su voli europei: 7 il 3 novembre, 14 il 5 e altri 14 il 6. In Irlanda, inoltre, sono state inoltre evacuate alcune redazioni giornalistiche dopo l’arrivo di mail con minacce di attentati. Ma, quali potrebbero essere i prossimi obiettivi?
Cyberattacchi, è allarme in Italia: ecco quali possono essere i prossimi obiettivi
L’allerta come detto è massima in tutta Europa. Ma, quali potrebbero essere i prossimi obiettivi? Fra le infrastrutture considerate maggiormente a rischio ci sono gli ospedali, dove i sistemi digitali sono infatti collegati anche a dispositivi e processi salvavita, e le riserve idriche. Ma attenzione anche, sempre secondo quanto ipotizzato da QN, a reti elettriche ed energetiche, trasporti, raffinerie, banche, assicurazioni e aziende pubbliche che gestiscono dati personali, fiscali e sanitari. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha inviato un nuovo richiamo a verificare e aggiornare “con massima urgenza” i sistemi di sicurezza dei dispositivi utilizzati per amministrare e controllare i processi industriali. Tra le infrastrutture citate ci sono ad esempio i sistemi di controllo e acquisizione di dati, gli impianti di climatizzazione, le reti idriche, i sistemi di produzione energetica e gli apparati di videosorveglianza. Secondo i dati riportati da QN, nei primi nove mesi del 2026 l’Agenzia ha individuato circa 45mila asset e servizi a rischio, con oltre 3200 asset potenzialmente compromessi.
