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Andrea Moretti precipita al Colosseo e muore, sette indagati: lunedì l’autopsia

Andrea Moretti precipita al Colosseo e muore, sette indagati: lunedì l’autopsia

Andrea Moretti morto al Colosseo, sette indagati per omicidio colposo: la Procura di Roma verifica il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

La morte di Andrea Moretti, il 22enne precipitato al Colosseo mentre lavorava all’impianto di illuminazione, è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Roma. Sono sette gli indagati per omicidio colposo, mentre gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente e verificando il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Andrea Moretti morto al Colosseo, sette indagati per omicidio colposo

Come riportato da Tgcom24, sarebbero sette le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per la morte di Andrea Moretti, il 22enne deceduto nella notte tra martedì e mercoledì dopo essere precipitato durante un intervento sull’impianto di illuminazione del Colosseo.

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’iscrizione, secondo quanto emerso, avrebbe carattere di atto dovuto in vista dell’autopsia, il cui conferimento dell’incarico è previsto per lunedì presso l’Istituto di Medicina Legale della Sapienza.

Gli investigatori stanno ricostruendo ogni passaggio dell’incidente e verificando eventuali responsabilità nella catena degli appalti e dei subappalti.

Tra gli aspetti da chiarire c’è anche quello relativo all’attrezzatura utilizzata dal giovane, operaio “rocciatore” esperto nei lavori in quota: gli inquirenti dovranno verificare se, come emerso nelle prime fasi degli accertamenti, l’imbracatura non fosse agganciata alla fune di sicurezza. Restano inoltre aperte diverse ipotesi, compreso un possibile errore umano o una scarsa illuminazione.

Il Colosseo verso la riapertura, sindacati chiedono un confronto

Il Colosseo, chiuso dopo la tragedia, potrebbe tornare ad accogliere i visitatori sabato, al termine dei tre giorni di lutto. Prima della riapertura, però, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato di voler incontrare i dipendenti del Parco Archeologico per verificare se le loro condizioni siano compatibili con la ripresa delle attività. L’appuntamento dovrebbe svolgersi oggi, venerdì 25 settembre, alle 16. Giuli ha inoltre sottolineato la necessità di attendere gli sviluppi dell’inchiesta, ribadendo l’impegno a fare “di tutto perché esca fuori la verità“.

La Cgil Roma e Lazio e i sindacati di categoria chiedono tuttavia che il confronto venga esteso formalmente alle organizzazioni dei lavoratori. Per lunedì è stata convocata un’assemblea all’interno del Parco Archeologico, aperta sia ai dipendenti del Ministero sia agli addetti della filiera degli appalti e dei subappalti. L’obiettivo, spiegano le sigle sindacali, è “condividere il percorso di mobilitazione” e mettere “al centro la sicurezza“ di chi opera nel settore del patrimonio culturale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha collegato la tragedia al tema della precarietà e del sistema degli appalti. “La precarietà non è una sfortuna, la precarietà uccide“, ha dichiarato da Palermo, ricordando che il giovane lavorava per una società in subappalto.

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