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Le aziende dove gli operai lavorano meglio in Italia: la classifica sorprende

Le aziende dove gli operai lavorano meglio in Italia: la classifica sorprende

La classifica 2026 di Great Place to Work Italia individua le aziende in cui gli operai si trovano meglio a lavorare, analizzando il clima aziendale, la sicurezza, la qualità degli ambienti e il rapporto con i responsabili.

AbbVie si conferma al primo posto tra le migliori aziende italiane in cui lavorare per gli operai, secondo la classifica 2026 di Great Place to Work Italia. La ricerca, basata sulle opinioni di oltre 4.700 lavoratori, premia le imprese che si distinguono per sicurezza, ambiente di lavoro e attenzione al personale.

AbbVie al primo posto tra le migliori aziende per gli operai: la classifica 2026

Come riportato da Today, è AbbVie a conquistare, per il secondo anno consecutivo, il vertice della classifica Best Workplaces for Blue Collar 2026, realizzata da Great Place to Work Italia per individuare le migliori aziende in cui lavorare per gli operai.

La graduatoria si basa sulle valutazioni di 4.704 lavoratori del settore produttivo, raccolte attraverso un’indagine dedicata alle condizioni lavorative e al clima aziendale. L’azienda biofarmaceutica, che dispone di uno stabilimento produttivo a Campoverde di Aprilia e della sede centrale italiana a Roma, precede due nuove realtà entrate quest’anno nella top 15: E.G.O. Italia, con sede a Camerano, in provincia di Ancona, specializzata nella realizzazione di componenti e bruciatori per la cottura a gas, e Quick Turn Engine Center Europe, che si occupa della manutenzione e della revisione di motori aeronautici presso la propria sede all’aeroporto di Roma Fiumicino.

L’indagine evidenzia risultati complessivamente positivi per le aziende premiate. Il Trust Index, che misura la percentuale media di risposte favorevoli al questionario sul clima organizzativo, raggiunge il 69%, in crescita di tre punti rispetto al 2025 e superiore di 19 punti al 50% rilevato nel campione complessivo analizzato da Great Place to Work. Tra gli aspetti più apprezzati figurano la sicurezza fisica, riconosciuta dall’83% degli operai delle imprese in classifica, e la qualità degli ambienti di lavoro, valutata positivamente dal 72%. Migliorano anche gli indicatori relativi a credibilità, rispetto, equità, coesione e orgoglio aziendale. Un ruolo importante è svolto dai responsabili intermedi: il 64% dei lavoratori afferma che i propri superiori ascoltano con interesse proposte e suggerimenti, mentre il 59% dichiara di essere coinvolto nelle decisioni che riguardano la propria attività.

Resta, tuttavia, una differenza nella fiducia tra operai e impiegati, rispettivamente al 69% e al 76%. Come sottolineato da Today, Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia, ha dichiarato: «la capacità di trattenere i collaboratori dipende sempre di più dalla qualità dell’esperienza che vivono ogni giorno in azienda». Bedusa richiama inoltre l’importanza della formazione dei capi reparto e del confronto diretto con la dirigenza, affinché l’attenzione al benessere dei dipendenti non riguardi soltanto chi lavora negli uffici.

Le 15 aziende premiate: settori, distribuzione geografica e nomi in classifica

Dopo le prime tre posizioni, la graduatoria comprende altre dodici realtà attive in diversi comparti produttivi. Al quarto posto figura Rheinmetall Italia, operante nel settore aerospaziale, seguita da Unox, La Marzocco, Ard Raccanello, Vimec, De Nora, Mondelez, Sew-Eurodrive, Sapio Group, Chiesi, Sirmax e Laboratorio Farmaceutico Sit. Il quadro restituisce il peso predominante dell’industria manifatturiera, che rappresenta il 67% delle aziende selezionate. Seguono il comparto delle biotecnologie e dei prodotti farmaceutici, con il 20%, e quello aerospaziale, con il 13%.

Anche la distribuzione territoriale offre indicazioni interessanti: la Lombardia guida con cinque aziende, pari al 33,3% del totale, mentre Veneto e Lazio ne contano tre ciascuno. Due imprese hanno sede in Emilia-Romagna, una in Toscana e una nelle Marche. I risultati mettono quindi in evidenza non soltanto le realtà considerate più attente alle esigenze delle tute blu, ma anche il peso dei diversi territori nel panorama produttivo nazionale. La ricerca richiama infine le imprese alla necessità di migliorare l’esperienza quotidiana dei lavoratori, investendo nella sicurezza, nella qualità degli spazi e nelle relazioni tra lavoratori e responsabili, elementi sempre più importanti per contrastare il turnover e trattenere personale qualificato.

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