Accogliere al Quirinale le nazionali che hanno conquistato i trofei più ambiti del tennis a squadre è diventato un appuntamento ricorrente e simbolico. In questa occasione la delegazione comprendeva la formazione femminile che ha conquistato per il secondo anno consecutivo la Billie Jean King Cup nel 2026 e la squadra maschile che ha alzato la Coppa Davis per la terza volta di fila, sempre nel 2026.
Tra le protagoniste e i protagonisti c’erano Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Sara Errani, Lucia Bronzetti e Tyra Grant nel gruppo femminile, e Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Andrea Vavassori e Simone Bolelli nella squadra maschile, accompagnati dai capitani Tathiana Garbin e Filippo Volandri.
La cerimonia al Quirinale ha avuto anche una forte valenza simbolica: il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato come questi successi non siano eventi isolati ma la conferma che il tennis italiano è ormai protagonista a livello mondiale.
Nel suo saluto è emerso il tema della responsabilità che deriva dall’essere un punto di riferimento per i giovani e per la società, e non è mancato un richiamo alla figura di Alex Zanardi, evocata come esempio di valore umano e di capacità di ispirare le nuove generazioni.
Accoglienza e ricadute istituzionali
Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Capo dello Stato, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il numero uno della Fitp Angelo Binaghi e il ministro per lo Sport Andrea Abodi: una rappresentanza che ha trasformato l’incontro in un momento di raccordo istituzionale.
Il discorso del presidente del CONI ha evidenziato come pochi Paesi abbiano ottenuto risultati così continui e importanti nel tennis a squadre, ponendo l’accento sulla misura della grandezza raggiunta e sull’opportunità di consolidare questo momento favorevole in termini di immagine e ricadute economiche.
I protagonisti e le loro parole
I giocatori hanno espresso emozione e gratitudine: Flavio Cobolli ha ricordato che, nelle fasi decisive, sentirsi supportati dall’intero Paese fa la differenza, mentre Elisabetta Cocciaretto ha sottolineato che indossare la maglia azzurra significa mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande. I due atleti, insieme ad altri compagni, hanno poi omaggiato il Presidente con copie ridotte dei trofei conquistati, gesto che ha chiuso il momento ufficiale con un mix di ironia e commozione e ha ribadito l’importanza del riconoscimento istituzionale.
Il valore sportivo e le prospettive per il movimento
Per la Federazione la vittoria rappresenta il culmine di un progetto pluriennale: Angelo Binaghi ha definito questi trionfi come il frutto di un percorso che ha unito esperienza e gioventù, citando il ruolo decisivo dei capitani e il bilanciamento tra campioni affermati e giovani emergenti. Nel discorso ufficiale è emerso l’appello a trasformare il successo sportivo in un’opportunità concreta per il Paese, chiedendo un dialogo con il Governo per valorizzare economicamente e socialmente il patrimonio rappresentato dagli Internazionali d’Italia e dalle grandi manifestazioni che tengono alta la reputazione dell’Italia nel mondo.
Internazionali d’Italia e lascito
La speranza manifestata da CONI e Fitp è quella di vedere il Presidente al Foro Italico per gli Internazionali d’Italia, un evento che la Federazione considera un patrimonio nazionale da rafforzare. L’obiettivo dichiarato è capitalizzare i successi per costruire un’eredità duratura: non soltanto avere campioni ma creare un ecosistema che generi valore per club, club giovanili e per l’indotto economico attorno al torneo. La proposta è quindi di trasformare l’onda emotiva dei trofei in politiche concrete per la crescita dello sport.
Conclusioni: sport, responsabilità e futuro
La giornata al Quirinale ha rimarcato come il tennis italiano si stia affermando non solo per i risultati sul campo ma anche per il ruolo educativo e sociale che gli atleti possono svolgere. Essere un punto di riferimento significa accettare la responsabilità di mostrare serietà e dedizione, elementi che, agli occhi delle istituzioni, hanno valore simbolico e pratico. Guardando avanti, la sfida sarà mantenere questo livello di eccellenza e tradurlo in opportunità tangibili per giovani, tornei e per l’intera comunità sportiva italiana.