Alex Zanardi è morto. Il campione di handbike ed ex pilota di Formula 1 non ce l’ha fatta ed è venuto a mancare nella serata di ieri 1° maggio, scopriamo cosa ha portato al decesso dell’atleta 59 enne ed il percorso che ha effettuato dopo l’incidente del Lausitzring nel 2001.
Una vita e una carriera come esempio di vita
Di Alex Zanardi si può dire tantissimo, una delle definizioni migliori è sicuramente quella di “esempio di vita” una positività fuori dal comune, così come la sua resilienza di fronte alle batoste della vita.
L’incidente al Lausitzring nel 2001 che ha portato all’amputazione delle gambe, il ritorno al volante nel mondiale turismo nel 2005 e i titoli olimpici in Handbike.
Il tutto con il sorriso sulle labbra, quel sorriso che sbaragliava tutti e che testimoniava che davvero nulla è impossibile.
La continua volontà di superare i propri limiti, che per lui sembravano altissimi, lo ha portato ad effettuare un giro assieme ad altre persone che utilizzavano l’handbike nell’estate del 2020, quando avvenne l’incidente con il camion.
L’incidente, l’ospedale ed il malore, quando si celebrano i funerali
Dopo quell’impatto incredibile contro il camion, che arrivava su una strada che sarebbe dovuta essere chiusa, per Alex una riabilitazione durata un anno per poi tornare a casa nel 2021.
Dal 2021 non vi sono stati grandi comunicati dalla famiglia, lui riconosceva la moglie ed il figlio Niccolò tramite il movimento degli occhi. Non era autosufficiente ma quantomeno usciva in carrozzina, come riporta il Corriere della Sera.
Era ricoverato a Padova, in una struttura che gli garantiva la giusta dose di privacy. La data dei funerali sarà decisa dalla famiglia, molto probabilmente lunedì o martedì a Bologna nella chiesa Santa Giustina, la stessa dove furono celebrati i funerali di Giulia Cecchettin.