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Timberwolves avanti 3-1 ma pagano caro gli infortuni di Edwards e DiVincenzo

Timberwolves avanti 3-1 ma pagano caro gli infortuni di Edwards e DiVincenzo

Minnesota si prende il vantaggio 3-1 sulla serie grazie ai 43 punti di Ayo Dosunmu, ma la serata del 25 aprile 2026 è segnata dall'infortunio al ginocchio di Anthony Edwards e dalla rottura del tendine d'Achille di Donte DiVincenzo

La notte del 25 aprile 2026 si è chiusa con un risultato che mescola esultanza e preoccupazione per i Minnesota Timberwolves. La squadra ha conquistato il successo in gara 4 contro i Denver Nuggets per 112-96, portandosi sul 3-1 nella serie al meglio delle sette, ma ha pagato un prezzo altissimo in termini di salute: il leader offensivo Anthony Edwards ha lasciato il campo per un infortunio al ginocchio sinistro e non è più rientrato, mentre Donte DiVincenzo ha subito una lesione alla gamba destra.

La vittoria e il prezzo pagato

Il successo di Minnesota è nato da un contributo straordinario dalla panchina: Ayo Dosunmu ha realizzato una prestazione da record personale, segnando 43 punti con un incredibile 13 su 17 al tiro, permettendo ai Wolves di prendere il controllo del match nonostante l’assenza prolungata delle due guardie titolari.

A referto anche Naz Reid con 17 punti, Julius Randle con 15 punti e 9 rimbalzi e Rudy Gobert che ha catturato un massimo di squadra di 15 rimbalzi. Dall’altra parte, Denver ha potuto contare su Jamal Murray (30 punti) e su Nikola Jokić, autore di una tripla doppia sfiorata con 24 punti, 15 rimbalzi e 9 assist, ma con percentuali al tiro inferiori alle attese.

Come è avvenuto l’infortunio di Anthony Edwards

Nel secondo quarto, durante una transizione difensiva su un appoggio di Cam Johnson, Anthony Edwards è atterrato in modo irregolare e ha subito un problema al ginocchio sinistro: le immagini hanno mostrato il ginocchio che si è piegato in modo innaturale alla ricaduta, con Edwards che ha immediatamente manifestato dolore e si è allontanato verso gli spogliatoi senza poter appoggiare il peso. Gli allenatori e lo staff medico non hanno fornito un referto definitivo a fine partita; l’allenatore Chris Finch ha risposto con un secco «niente di definitivo», lasciando in sospeso la gravità dell’infortunio. Va ricordato che Edwards aveva già convissuto in stagione con fastidi al ginocchio destro e al gomito, e che in 61 partite ha viaggiato a una media di 28,8 punti, 5,0 rimbalzi e 3,7 assist, meritandosi la convocazione tra gli All-Star.

Il colpo a Donte DiVincenzo

Il primo episodio che ha allarmato Minnesota è arrivato nel primo quarto: Donte DiVincenzo ha subito una lesione non da contatto alla gamba destra dopo un tentativo di recupero su un rimbalzo; la dinamica è parsa quella della cosiddetta negative step o passo falso, meccanismo che frequentemente precede rotture tendinee. Il giocatore è caduto tenendosi il polpaccio ed è stato accompagnato fuori dal campo. Dopo la partita, lo staff ha confermato che si tratta di una rottura del tendine d’Achille, un infortunio che normalmente richiede tempi di recupero molto lunghi e che potrebbe compromettere buona parte della prossima stagione per DiVincenzo.

Impatto sulle rotazioni e sul morale

Per quanto il box score mostri una vittoria netta, l’assenza prolungata di due guardie titolari costringe il coach a rivedere le rotazioni in modo repentino: Mike Conley ha preso il posto in quintetto al rientro dall’intervallo, e la panchina ha dimostrato di avere risorse decisive, con Dosunmu che ha messo in pista un mix di tiro e penetrazioni mortifere. Sul piano emotivo, giocatori come Rudy Gobert e Julius Randle hanno espresso come la squadra abbia dovuto gestire l’onda emotiva del match, cercando di trasformare lo shock degli infortuni in carburante per la rimonta. Il rischio, però, è che l’assenza di Edwards in particolare privi i Timberwolves del loro principale punto di riferimento offensivo e della capacità di attrarre l’attenzione difensiva avversaria.

Cosa cambia nella serie e in prospettiva

Con il 3-1 a favore dei Timberwolves la situazione appare favorevole, ma la possibile perdita di Edwards per un periodo prolungato e la rottura dell’Achille per DiVincenzo cambiano radicalmente le prospettive del roster. Se da una parte la prestazione di Dosunmu offre una via d’uscita immediata e mostra la profondità della panchina, dall’altra la mancanza di continuità offensiva e di un playmaker naturale in grado di gestire i momenti caldi potrebbe complicare i piani. I Nuggets, con Murray efficiente e Jokić capace di trovare soluzioni anche con percentuali basse, restano una squadra temibile se i Wolves non trovano risposte strategiche e fisiche rapide.

La serata del 25 aprile 2026 chiude con applausi contrastanti: la qualificazione potenziale alla fase successiva è a portata di mano per Minnesota, ma il club e i tifosi devono prepararsi all’ipotesi che arrivino aggiornamenti clinici più severi nei prossimi giorni. Le prossime comunicazioni ufficiali dello staff medico e i referti degli esami strumentali determineranno il quadro reale su cui si costruiranno le mosse tattiche e le scelte di roster per il proseguo della serie.