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Il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva: “Mi autosospendo dall’incarico”

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Autosospensione per Rocchi dopo l’apertura di un’indagine della Procura su alcune designazioni arbitrali e sul protocollo Var: tutti i dettagli.

Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è finito al centro di un’indagine della Procura di Milano che ha portato alla sua autosospensione immediata dall’incarico. Il caso riguarda presunte irregolarità nella gestione di alcune designazioni arbitrali e possibili violazioni del protocollo Var, con conseguenti verifiche sia in ambito giudiziario sia sportivo da parte della FIGC e del CONI.

Caos arbitri, Rocchi indagato per frode sportiva: si è autosospeso con il supervisore Gervasoni

Il designatore arbitrale di Serie A e B Gianluca Rocchi ha scelto di autosospendersi dall’incarico dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Milano. La decisione, comunicata ai vertici dell’AIA, è arrivata in un momento delicato per la gestione della Commissione Arbitri Nazionale, coinvolgendo anche il supervisore Var Andrea Gervasoni, che avrebbe adottato la stessa scelta per ragioni analoghe.

Nei prossimi giorni il Comitato Nazionale dell’AIA sarà convocato per definire le misure organizzative necessarie a garantire la continuità del lavoro arbitrale nelle ultime giornate di campionato.

Rocchi avrebbe spiegato la propria posizione con una nota diffusa anche all’ANSA:

In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can“.

Avrebbe poi aggiunto: “Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima“. Secondo quanto riportato, l’interrogatorio di garanzia sarebbe stato fissato per il 30 aprile alle ore 10.

Caos arbitri, Rocchi indagato per frode sportiva: indagine, contestazioni e sviluppi istituzionali

L’inchiesta della Procura di Milano ipotizzerebbe diversi profili di irregolarità nella gestione delle designazioni arbitrali. Secondo l’AGI, i capi d’imputazione sarebbero tre: la presunta influenza sulle designazioni di due gare dell’Inter nel 2025, una possibile alterazione delle scelte arbitrali in occasione di una semifinale di Coppa Italia e una violazione del protocollo Var durante Udinese-Parma della scorsa stagione. In quest’ultimo caso si ipotizzerebbe un intervento sulla procedura di On Field Review che avrebbe portato alla concessione di un calcio di rigore.

Nel dettaglio, come riportato dalle prime indiscrezioni dell’AGI e stando a quanto appreso dalle nostre fonti, gli inquirenti pare abbiano contestato che:

  • l’arbitro Colombo sarebbe stato assegnato a Bologna-Inter perché considerato gradito alla società nerazzurra;
  • la designazione di Doveri per una semifinale tra Milan e Inter sarebbe stata orientata per limitarne successivi impieghi in gare ritenute sensibili;
  • durante Udinese-Parma sarebbe stato violato il protocollo Var, influenzando la revisione in campo dell’arbitro Maresca.

Sul fronte istituzionale, la Procura federale FIGC avrebbe richiesto gli atti alla Procura di Milano prima ancora della sollecitazione della Procura generale del CONI. Quest’ultima, con il capo Ugo Taucer, avrebbe chiesto una relazione urgente al procuratore federale Giuseppe Chinè, che in precedenza aveva archiviato solo uno dei profili legati all’esposto (quello relativo a Udinese-Parma), senza però chiudere le altre contestazioni.

Nel frattempo anche la difesa è intervenuta. L’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Rocchi, avrebbe dichiarato all’ANSA: “Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta“. Avrebbe poi precisato: “Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte. Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire“.

In seguito all’autosospensione, il Comitato Nazionale dell’AIA è atteso per decidere la gestione operativa della Commissione Arbitri fino al termine della stagione, mentre il caso continua a essere oggetto di approfondimenti sia sul piano sportivo sia su quello giudiziario.