Brexit, Londra temporeggia: nessuna fretta di uscire dall'Ue
Brexit, Londra temporeggia: nessuna fretta di uscire dall’Ue
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Brexit, Londra temporeggia: nessuna fretta di uscire dall’Ue

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Brexit sì, Brexit no. L’esito del referendum non sembra mettere fretta alla Gran Bretagna, che dà l’impressione di temporeggiare sull’uscita dall’Ue.

L’Europa si presenta divisa sulla Brexit: Italia, Francia e Commissione Ue sono per l’uscita immediata della Gran Bretagna, la Germania sembra disponibile a temporeggiare.

“Non c’è una grande fretta di lasciare l’Ue” secondo Boris Johnson

“Non ci sarà alcun negoziato” sulla Brexit. Il messaggio che arriva da Bruxelles è sintetico e chiaro e ricalca l’avvertimento (“fuori è fuori”) del presidente della Commissione UE Jean Claude Juncker lanciato alla vigilia della consultazione britannica. Londra, però, sembra non avere alcuna fretta di mettere in pratica ciò che ha deciso.

L’annuncio delle dimissioni dell’attuale premier David Cameron e la notizia che l’articolo 50 del Trattato (che attiverebbe l’uscita della Gb dall’Ue) non sarà notificato al prossimo vertice europeo hanno confermato che il Regno Unito intende predisporre un piano interno prima di procedere.

Boris Johnson, l’uomo del Leave, ha commentato che “non c’è una grande fretta di lasciare l’Ue“.

Merkel disposta ad aspettare, Italia e Francia per l’uscita immediata

Disponibile al dialogo sembra essere la Cancelliera Angela Merkel, che però deve fare i conti con un fronte interno diviso. Spicca la posizione del vicecancelliere Sigmar Gabriel, che ha chiesto al governo di Berlino di “dare un segnale di chiarezza” attuando “un’azione decisa invece di rinviare”.

Per l’uscita immediata della Gran Bretagna dall’Unione sono anche Francia e Italia. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è espresso in modo molto chiaro: “tutto può fare l’Europa tranne che aprire per un anno una discussione sulle procedure dopo aver discusso un anno sulle trattative. Così si perde di vista il messaggio del referendum”. “Temporeggiare” hanno detto invece da Parigi, “è surreale: quando si divorzia si deve abbandonare il letto coniugale“.

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