La vigilia dei Mondiali 2026 è stata segnata da un evento macabro e inquietante. A Tijuana, in Messico, vicino al centro di allenamento della nazionale iraniana, è stato rinvenuto un cadavere in avanzato stato di decomposizione all’interno di un’auto abbandonata. La scoperta è avvenuta solo tre giorni prima della partita d’esordio contro la Nuova Zelanda, prevista per martedì alle 16 ora locale.
Il macabro ritrovamento vicino al ritiro iraniano
Il corpo è stato trovato all’interno di una Toyota RAV4 grigia parcheggiata di fronte al campo di allenamento. Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo era fermo nello stesso posto da mercoledì scorso. Le autorità locali hanno avviato le indagini per chiarire l’identità della vittima e le cause del decesso, ma al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli.
L’impatto sulla preparazione della squadra
La scoperta ha inevitabilmente generato forte impressione nell’ambiente circostante al ritiro della selezione guidata da Amir Ghalenoei. Tuttavia, l’episodio non avrebbe avuto ripercussioni dirette sulla preparazione della squadra, che continua ad allenarsi in vista della sfida inaugurale del proprio percorso mondiale.
Le tensioni diplomatiche e i problemi di visti
La nazionale iraniana sta affrontando una serie di difficoltà logistiche e diplomatiche in vista del torneo. La Federcalcio iraniana ha denunciato l’annullamento della quota dell’8% dei posti a sedere per tutte e tre le gare del girone, senza spiegazioni. La squadra è inoltre scortata da un imponente dispositivo di sicurezza a causa delle tensioni con gli Stati Uniti.
Le dichiarazioni di Gianni Infantino
Il presidente della FIFAGianni Infantinoha confermato la partecipazione dell’Iran al torneo, dichiarando: «Confermo subito, per chi vuole dire o scrivere il contrario, che naturalmente l’Iran giocherà negli Stati Uniti d’America». Infantino ha inoltre affermato di aver visto la squadra e parlato con i giocatori e l’allenatore, assicurando che tutto fosse a posto.
Le difficoltà degli altri partecipanti
Le tensioni diplomatiche non riguardano solo l’Iran. Un arbitro somalo, Omar Abdulkadir Artanè stato respinto all’aeroporto di Miami cinque giorni prima dell’inizio della competizione. Artan, nominato arbitro dell’anno 2026 dalla CAFavrebbe dovuto dirigere una delle partite del torneo. La decisione ha sollevato critiche sull’impegno del calcio verso l’equità e il fair play.
Anche altre squadre hanno affrontato problemi simili. Il bomber della nazionale irachena, Aymen Husseinè stato trattenuto per circa sette ore all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago per controlli di sicurezza. La nazionale dell’Uzbekistan, compreso il commissario tecnico Fabio Cannavaroè stata controllata da agenti federali con cani poliziotto all’esterno del pullman della squadra prima di un’amichevole contro i Paesi Bassi a New York.
La nazionale iraniana, inserita nel gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, è una delle squadre asiatiche con maggiore esperienza ai Mondiali. Nonostante le difficoltà, i Leopardi persiani sono determinati a dare il meglio di sé nel torneo.
