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Caio Voluseno Quadrato, la Spia di Giulio Cesare

Un uomo di Cesare

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Giulio Cesare, nutrendo da tempo mire espansionistiche verso la Britannia ma non avendo sufficienti informazioni per spingersi nell’impresa, nel 55 a.C., affidò al “tribunus militumCaio Voluseno Quadrato, l’incarico di compiere una ricognizione dell’isola capace di stabilire quale fosse l’approdo migliore.

Peccato che la “spia” sbagliò, consigliando un punto del territorio isolano infestato da percolose maree.

Due anni dopo, stavolta in qualità di “praefectus equitum“, Voluseno fu inviato in aiuto a Quinto Tullio Cicerone (uomo di fiducia di Cesare e fratello del più noto oratore arpinate Marco Tullio) per sedare la rivolta del principe Ambiorix nella Gallia Belgica; in tale occasione tuttavia, pur dimostrando una certa apprezzabile buona volontà, l’intervento di Voluseno non si rivelò granché determinante.

Abile invece egli si dimostrò in occasione della condanna a morte del re Commio, alleato infedele di Roma bisognoso di una severa punizione; dopo essersi salvato una prima volta, Commio fu costretto da Voluseno a firmare un trattato di pace in cui, tra l’altro, promise solennemente che non si sarebbe mai più scontrato con un soldato romano.

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