Il calcio italiano in questo 2026 non si può dire che se la stia passando bene, in qualità di perenne “malato” sta subendo dei colpi che potranno essere decisivi per il suo stato di salute futuro e l’ultima in ordine di tempo riguarda il caso Rocchi che potrebbe avere ripercussioni importanti per i club italiani impegnati in competizioni europee.
Il “caso Rocchi” cosa sta succedendo
La notizia è scoppiata nel corso dello scorso fine settimana ed ha sollevato un polverone rispetto al comportamento del designatore dell’AIA Rocchi che avrebbe permesso di combinare la designazione arbitrale di diverse partite.
Infatti se queste ipotesi dovessero venire confermate si concretizzerebbe l’ipotesi di commissariamento delle stagioni interessate e quindi la revoca degli scudetti assegnati.
Oltre a Rocchi figurano i nomi di Gervasoni e Paterna che secondo quanto rilevato avrebbero organizzato riunioni extra-campo con l’obiettivo di assegnare specifici arbitri per determinati incontri del campionato. Al momento gli inquirenti stanno indagando ed i diretti interessati si definiscono estranei alle accuse.
L’impatto sui club per le gare in Europa
A questo proposito la notizia trapelata nelle ultime ore è l’opposizione netta da parte del presidente della UEFA Ceferin che agirebbe bloccando l’Italia da qualsiasi competizione internazionale.
Se venisse confermato quanto è al vaglio degli inquirenti per il caso Rocchi, per l’Italia si aprirebbe uno scenario apocalittico, come riporta The Social Post vi sarebbe l’esclusione dagli Europei 2032 che l’Italia organizza con la Turchia e nell’immediato effetti per la prossima stagione.
Questi effetti sarebbero l’esclusione di ogni club italiano dalle competizioni per club come Champions League, Europa League e Conference League. Oltre a questo vi sarebbe un concatenarsi di episodi, talenti che migrano in altri campionati e la fine del calcio tricolore.
Per questo motivo l’idea di mettere un commissario straordinario, si vocifera possa essere il ministro Abodi, deve avvenire senza ingerenze politiche, non ammesse dalla UEFA perché non si deve arrivare all’isolamento internazionale.
Le prossime settimane saranno quindi decisive su questo fronte, il tutto con lo spettro delle elezioni del nuovo presidente della FIGC, in programma il prossimo 22 giugno dopo l’addio di Gravina a seguito del flop della mancata qualificazione mondiale per il terzo torneo consecutivo.