Dibattito aperto negli Stati Uniti dopo che non è ancora stata emessa la sentenza nei confronti di Lindsay Clancy, l’ex infermiera ostetricia che, nel 2023, avrebbe ucciso i suoi tre figli strangolandoli nel seminterrato di casa.
Processo Lindsay Clancy, l’ex infermiera accusata di aver ucciso i tre figli: ancora non c’è una sentenza
Cora, Dawson e Callan, avevano 5, 3 anni e otto mesi quando la madre, infermiera di ostetricia, li ha uccisi nel seminterrato di casa nel 2023, strangolandoli. La donna ha poi tentato, senza riuscirci, di togliersi la vita, gettandosi dal secondo piano e rimanendo paralizzata dalla cinta in giù. Il processo è ancora in corso, con la giuria che ancora non ha raggiunto un verdetto unanime. Lo stallo della giuria agita lo spettro di un annullamento del processo.
La giuria è infatti chiamata a decidere se Lindsey Clancy, al momento degli omicidi, fosse consapevole delle sue azioni. La donna, oggi 36 enne, si è dichiarata non colpevole delle accuse di omicidio di primo grado, che riconosce l’aggravante della premeditazione e prevede l’ergastolo. Ha dichiarato di essere sì materialmente responsabile della morte dei suoi figli, sostenendo però l’infermità mentale dovuta a una grave psicosi post-partum.
Caso Lindsay Clancy: si accende il dibattito sulla depressione post partum
Il caso Lindsay Clancy sta dividendo gli Stati Uniti, così come la giuria che ancora non è arrivata a un verdetto unanime. Si è infatti acceso il dibattito sulla depressione post partum, pensate che ad esempio, in Italia, ogni anno ci sono tra i 350 e i 700 casi di psicosi post-partum, ma almeno la metà delle sofferenze psichiche rimane invisibile. Un anno prima degli omicidi, la donna aveva iniziato un programma di cura proprio per la depressione post-partum. Nel 2023 la donna era stata ricoverata in una struttura psichiatrica nei pressi di Boston, dove è rimasta cinque giorni. Il 24 gennaio del 2023 uccise i suoi tre figli dopo, stando a quanto da lei dichiarato, aver udito una voce maschile che le diceva che sarebbe morta e che i suoi figli non sarebbero stati al sicuro senza di lei. L’accusa sostiene invece che Lindsay Clancy avesse deliberatamente mandato il marito a sbrigare delle commissioni per farlo allontanare da casa, e ha anche messo in dubbio la gravità del suo tentativo di togliersi la vita. Fatto sta che la giuria e gli Stati Uniti sono divisi, tra chi sostiene che la donna non fosse consapevole delle sue azioni, chi invece pensa di sì.
