Chiamparino: "Piemonte pronto a negoziare per l'autonomia"
Chiamparino: “Piemonte pronto a negoziare per l’autonomia”
Cronaca

Chiamparino: “Piemonte pronto a negoziare per l’autonomia”

Piemonte
Piemonte

Sergio Chiamparino ha reso noto che la regione Piemonte sarebbe pronta a negoziare con lo Stato in materia di autonomia, così come Lombardia e Veneto

Dopo il Veneto e la Lombardia, adesso anche la regione Piemonte potrebbe avviare quanto prima una negoziazione con lo Stato in materia di autonomia. Lo ha reso noto il governatore Sergio Chiamparino durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno. “Continuo a rifiutare la logica referendaria alla Maroni-Zaia, perché hanno un profilo politico che non è il nostro”, ha tenuto a precisare l’ex sindaco di Torino. “Diverso è cercare di vedere se, una volta raggiunta la stabilità di bilancio, vi siano competenze che possono essere trasferite dallo Stato alle Regioni”. Sono processi lunghi, ha aggiunto Chiamparino. Ma ha anche detto che a questo punto anche il Piemonte posso avere le condizioni necessarie per sedersi al tavolo della negoziazione.

Al momento sono cinque le regioni italiane chiamate a statuto speciale. Esso sono state approvato dal Parlamento con la legge costituzionale. Stiamo parlando di Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Quest’ultima, in realtà, è costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano, così come stabilito dall’articolo 116 della Costituzione italiana. Una regione italiana a statuto speciale è dunque una regione che gode di particolari forme e condizioni di autonomia.

Statuto speciale: cenni storici

L’esigenza di dare particolari forme di autonomia ai territori si venne a creare subito dopo il secondo conflitto mondiale. Con il decreto-legge numero 21 del 27 gennaio 1944 e con il d.l. n. 91 del 18 marzo 1944 vennero create le figure dell’Alto commissario per la Sardegna e dell’Alto commissario per la Sicilia. Tali figure furono coadiuvate da una Giunta consultiva. Oltre che da una Consulta regionale che rappresentava i partiti e i sindacati regionali.

La Sicilia ebbe il suo statuto speciale nel maggio del 1946. Dunque prima dello stesso referendum istituzionale del 2 giugno 1946, oltre che della stessa Costituzione della Repubblica. Il 5 settembre 1946, nell’ambito della Conferenza di Pace di Parigi, venne anche firmato l’Accordo De Gasperi-Gruber. Esso prevedeva la concessione alle province di Trento e Bolzano di un «potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo». Entrò inoltre in vigore anche il decreto legge del 7 settembre 1945, con il quale si costituiva la Circoscrizione autonoma della Valle d’Aosta.

Le autonomie speciali così concesse furono coperte dall’articolo 116 della nuova Costituzione italiana, entrata in vigore il primo gennaio del 1948. La XVII disposizione transitoria e finale della Costituzione diceva che l’Assemblea Costituente avrebbe dovuto decidere in materia di statuti regionali speciali entro il 31 gennaio 1948. In virtù di tale previsione, il 26 febbraio 1948 vennero approvate le leggi costituzionali che contenevano gli statuti in questione.

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