> > Cibo in spiaggia: cosa dice la legge e come difendersi dai divieti illegittimi

Cibo in spiaggia: cosa dice la legge e come difendersi dai divieti illegittimi

Cibo in spiaggia: cosa dice la legge e come difendersi dai divieti illegittimi

Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, chiarisce i diritti dei bagnanti riguardo al consumo di cibo in spiaggia e i limiti degli stabilimenti balneari

L’estate è la stagione delle vacanze al mare, ma spesso i bagnanti si trovano di fronte a divieti che limitano la possibilità di portare cibo e bevande dagli stabilimenti balneari. Una pratica che, secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, non ha alcun fondamento giuridico.

La questione è esplosa recentemente a Vieste, dove una madre è stata richiamata per aver portato dei panini preparati in casa per i figli.

Questo episodio ha acceso un dibattito nazionale, arrivando persino sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian, che ha parlato della cosiddetta “polizia dei panini”.

I diritti dei consumatori in spiaggia

Secondo Dona, i gestori degli stabilimenti balneari non possono vietare l’ingresso di cibo e bevande. La concessione demaniale riguarda solo i servizi spiaggia, come ombrelloni e lettini, e non si estende alla somministrazione di alimenti.

“Il divieto di introdurre cibo è del tutto illegittimo”, afferma Dona.

Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori spiega che i bagnanti possono portare con sé panini, bottigliette d’acqua, snack e persino una borsa frigo. L’unico limite riguarda il decoro e il rispetto degli altri ospiti. Consumare un panino o una bottiglietta d’acqua sotto l’ombrellone non costituisce alcun problema, mentre apparecchiare tavoli o organizzare grandi pranzi di famiglia potrebbe arrecare disturbo agli altri bagnanti.

Controlli all’ingresso e aree dedicate

Dona chiarisce che i gestori non possono chiedere ai clienti di aprire la borsa né tantomeno ispezionarne il contenuto. L’ispezione di effetti personali è una prerogativa riservata esclusivamente alle forze dell’ordine. “Non possono neppure dirmi di aprire la borsa”, afferma Dona.

Il gestore dello stabilimento può eventualmente indicare un’area dedicata al consumo del cibo portato da casa, qualora sia presente. Se nello stabilimento non esiste uno spazio destinato a questo scopo, il cliente può consumare il proprio pranzo anche sotto l’ombrellone, senza che ciò costituisca una violazione delle regole.

Il dibattito nazionale e le dichiarazioni delle istituzioni

Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia: “Nessuno può impedire ai cittadini di consumare in spiaggia il cibo preparato a casa. Il mare è un bene comune e non deve diventare un lusso”.

Il dibattito ha coinvolto anche altri bagnanti, che hanno raccontato le loro esperienze con divieti simili in diverse località balneari. Molti hanno evidenziato il crescente costo di una giornata al mare e il malcontento di molte famiglie che si vedono limitate nella libertà di scelta.

Conoscere i propri diritti è fondamentale per difendersi da divieti illegittimi. Se il gestore dello stabilimento dovesse contestare l’ingresso di cibo e bevande, è possibile documentare l’accaduto e, nei casi più gravi, rivolgersi alla Capitaneria di porto o alla polizia locale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app