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Omicidio Rogoredo: le parole di Cinturrino davanti al Riesame

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Carmelo Cinturrino davanti al Riesame in Tribunale a Milano, si dichiara innocente, la morte di Mansouri: "Una tragica fatalità".

Carmelo Cinturrino ha parlato al Riesame all’interno del Tribunale di Milano spiegando come mai ha agito premendo la pistola e colpendo a morte lo spacciatore 41enne Mansouri cercando di fornire elementi utili per un cambio di posizione rispetto all’accusa di omicidio per cui sta scontando la pena in carcere.

Il martello in auto, mai usato per picchiare

Sul martello che da diverso tempo ha acquisito rilevanza e che è stato trovato da suoi colleghi all’interno del baule della sua auto quando è avvenuta la perquisizione si è espresso spiegando il motivo della presenza nel veicolo.

“Veniva usato per controllare l’area boschiva intorno alla piazza di spaccio, come fatto da altri colleghi, non l’ho mai usato per picchiare” così ha parlato Cinturrino, come ha riportato Leggo.it.

Una dichiarazione che punta ancora una volta sull’innocenza del poliziotto che non avrebbe quindi mai aggredito nessuno, facendo quindi solo il suo lavoro.

Si professa innocente, l’omicidio una tragica fatalità

In merito all’omicidio di Mansouri, per Cinturrino si è trattato di una tragica fatalità, non voleva uccidere nessuno, ha sparato da una distanza di 30 metri senza volerlo colpire.

Di questa tesi anche la difesa del poliziotto che ha ammesso come il proprio assistito abbia sparato per paura che Mansouri potesse attaccare poiché aveva in mano un sasso.

L’avvocato di Cinturrino Bianucci ha poi aggiunto, rispetto a Mansouri, come riportato da Leggo.it : “Non aveva alcun rapporto, lo conosceva da una foto segnaletica, non l’aveva già visto”.