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Clementi sul vaiolo delle scimmie: “Necessario studiare la diffusione. Non sfugga nessun caso”

Il livello di attenzione si alza sul vaiolo delle scimmie dopo la rilevazione del primo caso in Italia. Il virologo Clementi ha fatto un'ampia analisi.

Clementi vaiolo delle scimmie

Dopo la rilevazione di diversi casi di vaiolo delle scimmie in alcuni Paesi del mondo e il primo in Italia, il livello di allerta su questa nuova patologia si è alzato in modo importante. Ora a dedicare una riflessione sul tema è il direttore del laboratorio di microbiologia e virologia del San Raffaele di Milano Massimo Clementi.

Sentito da Adnkronos Salute, l’esperto ha sottolineato l’importanza di studiare con grande attenzione la sua diffusione: “Non sfugga nessun caso, per capire se è un fenomeno che ha una diffusione ampia”, ha dichiarato. 

Clementi sul vaiolo delle scimmie: “La cosa più importante è la diagnosi”

Proprio parlando della diffusione del vaiolo Clementi ne ha analizzato l’impatto: “È stato una minaccia minima finora e quindi, se non ci sono cambiamenti di paradigma, tale rimarrà con casi sporadici in Paesi dove c’è una prevalenza di questi animali […] Quello che ha sorpreso negli ultimi tempi è che si sono ammalate persone che non hanno fatto viaggi.

Ma fare un’ipotesi su questo è difficile, finché non si hanno sufficienti informazioni su questi casi”.

“In questo momento non abbiamo abbastanza informazioni”

Riguardo anche al fatto che le autorità sanitarie stiano indagando sull’eventuale trasmissione a seguito di rapporti sessuali fra uomini ha invece affermato: “Ma io non credo che c’entri tantissimo. Potrebbe anche essere una diffusione di altro tipo. Ribadisco però che in questo momento non abbiamo abbastanza informazioni, soprattutto su questi casi che non hanno un’anamnesi positiva per Paesi endemici.

Bisognerà continuare ad approfondire”.

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