Gli ultimi errori arbitrali in Serie A, tra Napoli–Verona e Lazio–Fiorentina, hanno riacceso il dibattito sull’influenza delle decisioni dei direttori di gara sui risultati delle partite. Rigori contestati, gol annullati e mancati interventi del VAR mostrano come anche un singolo episodio possa cambiare la percezione di equità e influenzare la classifica. Ma cosa accadrebbe se si potesse ricalcolare il campionato senza errori arbitrali? Chi occuperebbe davvero la vetta della Serie A e quali squadre sarebbero state ingiustamente penalizzate?
Il peso degli errori arbitrali nelle partite di Serie A 2025/26
Le polemiche arbitrali della 19ª giornata hanno riportato al centro del dibattito il ruolo dei direttori di gara, con episodi controversi che hanno acceso tifosi, giornalisti e addetti ai lavori. Napoli–Verona e Lazio–Fiorentina hanno rappresentato il fulcro delle critiche: al Maradona, il rigore assegnato per il tocco di mano di Buongiorno, nonostante la postura “innaturale” del difensore in elevazione, e il gol annullato a Hojlund hanno diviso l’opinione pubblica.
All’Olimpico, invece, la mancata concessione del penalty alla Lazio per il trattenimento evidente della maglia di Gila da parte di Pongracic ha scatenato proteste feroci, amplificate dai commenti in diretta e sui social. Anche il rigore “generoso” a favore della Fiorentina per un contatto di Gudmundsson ha fatto discutere, evidenziando quanto il VAR, pur presente, non possa eliminare del tutto le valutazioni soggettive.
I vertici arbitrali hanno reagito con provvedimenti mirati: Marchetti e Marini, coinvolti nelle decisioni del Maradona, non subiranno sanzioni, mentre Sozza e i colleghi Pezzuto e Prontera saranno fermati per almeno un turno, sottolineando la responsabilità condivisa tra campo e cabina VAR.
Questi episodi non solo alterano i risultati sul campo, ma influenzano morale, strategie e percezione di giustizia da parte di tifosi e club, creando un dibattito costante sul ruolo dell’arbitro in Serie A.
Come sarebbe la classifica della Serie A senza errori arbitrali? Il vero 1° posto
Al di là delle polemiche, l’analisi statistica offre uno sguardo alternativo sul campionato. Secondo lo studio dell’intelligenza artificiale Gemini, considerando esclusivamente gli episodi che hanno inciso sul punteggio, emergono differenze significative rispetto alla classifica ufficiale.
In vetta, Inter e Napoli condividerebbero 40 punti: l’Inter perderebbe due punti rispetto al reale, mentre il Napoli guadagnerebbe due punti, passando da 38 a 40. Il Milan scenderebbe a 37 punti, mentre la Juventus recupererebbe un punto, superando Roma e Como. La Lazio, con un saldo negativo di quattro punti, sarebbe la squadra più danneggiata dagli errori arbitrali, una penalizzazione che pesa non solo sulla classifica ma anche sulla fiducia dei giocatori e sul clima all’interno del club.
Squadre come Bologna, Torino, Sassuolo, Cagliari e Lecce registrerebbero aggiustamenti più contenuti (+1/+2 punti), ma comunque importanti. La Fiorentina, in una classifica “pulita”, scivolerebbe all’ultimo posto con appena 11 punti, sottolineando quanto alcune decisioni possano alterare drasticamente la percezione del rendimento stagionale.
Questo esercizio dimostra come la rimozione degli episodi controversi permetta di valutare in maniera più oggettiva il merito sportivo, offrendo un’analisi che unisce statistica, regolamento e curiosità, e che rende evidente l’impatto concreto del fattore umano nel determinare la competitività in Serie A.