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Come venivano realizzati i fiori di cera della Collezione Lorenese?

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particolare strelitzia reginae 2 204x300Ritorno alla Collezione Lorenese di Cere Botaniche.

Come venivano realizzati questi particolarissimi fiori? La cera, normalmente già del colore voluto, veniva applicata e modellata su uno scheletro di metallo, di rame o argento. Il manufatto così ottenuto veniva poi completato con varie sfumature e con l’aggiunta dei particolari più minuti quali pistilli, stami e spine. Proprio questi particolari possono dare un’idea di quanta cura e ingegno fossero necessari per costruire i fiori di cera della collezione.

Ad esempio, per pistilli e stami venivano utilizzati sottilissimi fili di seta imbevuti in cera colorata e per le spine aculei reali, tolti dalla vera pianta e ‘trapiantati’ sulla riproduzione in cera. Tutta la collezione è unione di scienza e arte: realizzata per scopi scientifici, con l’ausilio di anatomisti, fisiologi e botanici per garantirne la veridicità diviene opera d’arte: il fiore della foto non è splendido?
Infine il vaso di ognuno di questi fiori è costituito da porcellana di Doccia contenente una base di gesso ricoperta di vera terra.

Ecco spiegata la fragilità di queste cere per cui una sola verrà portata a Genova durante la mostra-mercato Yacht & Garden, per la presentazione del progetto “Un tesoro da salvare”. E’ così anche spiegata le necessità del progetto stesso per la tutela e la salvaguardia di tutta la collezione.
P.S. per completezza Doccia è il nome di una zona situata subito dopo le pendici di Monte Morello, nel Comune di Sesto Fiorentino. Qui oggi troviamo il Museo della Porcellana proprietà della Società Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia S.r.l. Quanta strada dai fiori alle porcellane!


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