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commozione a nizza monferrato per i funerali di zoe trinchero

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sotto la pioggia, amici e famigliari hanno reso omaggio a zoe trinchero: la funzione, le parole dei religiosi e il commovente messaggio della madre

A Nizza Monferrato si è svolto il funerale di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni trovata senza vita in un canale dopo una notte segnata da un’aggressione. Nonostante la pioggia intensa, in tanti hanno voluto partecipare al commiato, chiedendo risposte e giustizia per quanto accaduto. La comunità rimane in attesa degli esiti delle indagini: un ragazzo di 20 anni è stato fermato e avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento, mentre gli inquirenti continuano a raccogliere elementi per ricostruire la dinamica della vicenda.

La cerimonia si è tenuta nella chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito. All’ingresso era esposta una grande fotografia di Zoe e la bara bianca, simbolo della sua età, ha scandito il tono raccolto del rito. Il vescovo di Acqui Terme, Luigi Testore, ha concelebrato con don Claudio Montanaro, parroco di Incisa Scapacino; molte persone hanno seguito la funzione anche dall’esterno, sotto gli ombrelli.

La madre di Zoe ha affidato a una gigantografia parole intime: ricordi di gesti quotidiani, il senso di vuoto lasciato dalla perdita e la speranza di incontrarla ancora nei sogni. Quel messaggio ha fatto da fulcro a un cordoglio che si è trasformato in manifestazione collettiva di affetto e solidarietà verso la famiglia.

All’uscita dalla chiesa, il silenzio è stato rotto da un lungo applauso; alcuni hanno lasciato volare palloncini bianchi, gesto simbolico per salutare Zoe nella sua dimensione personale, oltre la tragedia. La parrocchia ha sottolineato il desiderio dei familiari di preservare la dignità della memoria, e la comunità ha risposto con rispetto e partecipazione.

Nel corso della funzione don Montanaro ha richiamato l’attenzione sulla violenza di genere, definendola una piaga sociale che si manifesta in tragedie come questa. Ha invitato i giovani a coltivare responsabilità e rispetto reciproco, sperando che il dolore si trasformi in impegno concreto per prevenire simili fatti in futuro.

La musica è stata parte integrante del commiato: la cerimonia si è chiusa con “Canta ancora” di Arisa, scelta che ha accompagnato l’uscita della bara. Molti presenti, nonostante freddo e pioggia, sono rimasti fino alla fine per rendere omaggio a Zoe con applausi e silenzi condivisi.

Sul fronte giudiziario, le indagini sono coordinate dalla procura: la questura e gli investigatori stanno esaminando testimonianze e prove tecniche per chiarire movimenti, contatti e responsabilità nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo. Non si escludono ulteriori sviluppi istruttori e confronti probatori che porteranno eventualmente al rinvio a giudizio.

Questa vicenda lascia una ferita profonda nella comunità. Accanto al dolore, cresce la richiesta di verità e di iniziative concrete sul fronte della prevenzione: enti locali e associazioni locali stanno valutando percorsi informativi ed educativi per trasformare lo sconcerto in azioni utili a proteggere i più giovani. Nel frattempo, la famiglia di Zoe continua a chiedere che la sua memoria venga rispettata e custodita con dignità.