Dal 10 al 20 agosto, la Comunità Lautari di Pozzolengo celebra un traguardo significativo: la 30ª edizione delle Olimpiadi della Vita. Questo evento, che unisce sport e recupero dalle dipendenze, rappresenta un momento di crescita e speranza per centinaia di giovani.
La manifestazione si svolge nella tenuta di Borgo La Caccia, sulle colline moreniche del Garda, e coinvolge circa 300 partecipanti provenienti dalle comunità Lautari di Pozzolengo, Bedizzole, Como, Pordenone, Roma e Firenze.
Le Olimpiadi della Vita non sono solo una competizione sportiva, ma un percorso condiviso basato sui valori della collaborazione, della responsabilità e della possibilità di ripartire.
Sport come strumento di recupero
Le Olimpiadi della Vita rappresentano uno degli appuntamenti più importanti dell’attività educativa della Cooperativa di Solidarietà Lautari. Attraverso lo sport, i partecipanti possono ritrovare fiducia nelle proprie capacità, sviluppare disciplina e affrontare con maggiore consapevolezza il cammino di uscita dalle dipendenze.
«Lo sport è un veicolo potente che parla a tutti, senza differenze, e trasmette valori essenziali come impegno, sacrificio, passione, determinazione e meritocrazia», ha dichiarato Andrea Bonomelli, presidente della Comunità Lautari e presidente nazionale Giovani Agci. «Per noi poter celebrare questo anniversario rappresenta un motivo di grande speranza. Una competizione sana può aiutare ragazze e ragazzi a recuperare entusiasmo e trovare la forza per superare le difficoltà del passato».
Il significato profondo delle Olimpiadi
Marta Gurrieri, psicoterapeuta e responsabile terapeutico, spiega il significato più profondo delle Olimpiadi della Vita. «Le Olimpiadi rappresentano ogni anno un momento importante per la nostra comunità, non soltanto dal punto di vista sportivo. Lo sport è uno degli strumenti essenziali del percorso riabilitativo: significa imparare a confrontarsi in modo sano, mettersi alla prova, provare ad andare oltre i propri limiti fisici, allenando i muscoli ma, insieme, anche la testa».
Gurrieri sottolinea anche l’importanza di imparare nuovamente a divertirsi, a vivere il tempo libero e persino ad accettare la noia. «Per chi affronta un percorso di uscita dalla dipendenza, riuscire a stare anche dentro momenti della giornata che non sono rigidamente organizzati è una conquista. Una delle difficoltà che possono favorire la ricaduta è proprio quella di trovarsi davanti a un tempo vuoto e non sapere come riempirlo».
Un tema ispirato all’antica Grecia
Quest’anno, i partecipanti hanno scelto di ispirarsi all’antica Grecia, un tema che si sposa molto bene con l’architettura del borgo e che si presta a molte interpretazioni filosofiche della vita. Il motto scelto è “gnōthi seautón”, “conosci te stesso”. «È, in fondo, il filo rosso del nostro percorso di comunità. L’obiettivo non è tornare a essere la persona che si era prima della droga, quasi si potesse semplicemente riavvolgere il nastro. È imparare a conoscere se stessi, riconoscere le proprie caratteristiche, le proprie fragilità e le proprie risorse, per poi riuscire a utilizzarle nella costruzione di una vita senza sostanze», spiega Gurrieri.
Il borgo sarà addobbato a festa e trasformato idealmente in un piccolo angolo di antica Grecia. «È una scelta che mi piace molto perché non sarà soltanto una scenografia: dentro quel tema c’è qualcosa che racconta profondamente il nostro stile educativo e il senso stesso del percorso che i ragazzi stanno affrontando», conclude Gurrieri.
Il sostegno delle istituzioni
La 30ª edizione delle Olimpiadi della Vita è stata presentata a Palazzo Broletto, sede della Provincia di Brescia, dal presidente della Comunità Lautari Andrea Bonomelli, alla presenza del presidente della Provincia Emanuele Moraschini. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il programma della manifestazione, patrocinata dalla Provincia di Brescia e dal Comune di Pozzolengo.
Al termine delle competizioni, i vincitori delle diverse discipline avranno l’opportunità di partecipare alla Maratona di Marrakech, un’esperienza che rappresenta il naturale proseguimento del percorso di crescita e riscatto costruito all’interno della Comunità Lautari. A portare il sostegno della Provincia è stato il presidente Emanuele Moraschini, che ha evidenziato il valore educativo e sociale dell’iniziativa.
«Il trentennale della Comunità Lautari è un passaggio importante per il nostro territorio. In questi anni la comunità ha costruito un modello educativo solido, fondato su lavoro, disciplina e responsabilità: un percorso che restituisce autonomia e futuro a chi affronta momenti di fragilità. Le Olimpiadi della Vita rendono visibile questo impegno: raccontano la fatica, la costanza e la capacità di rimettere ordine nella propria vita. Sono valori che parlano alla comunità intera e che ricordano quanto sia decisivo il ruolo delle reti educative. La Provincia di Brescia sostiene realtà che generano coesione sociale e che, come Lautari, trasformano la vulnerabilità in possibilità. Ringrazio il presidente Andrea Bonomelli, gli operatori, i volontari e gli ospiti per il lavoro quotidiano che svolgono a beneficio del territorio», ha sottolineato Moraschini.
