Il tribunale di Prima Corte d’Assise di Roma ha emesso, nella seduta del 26 ottobre, una sentenza di ergastolo nei confronti di Francis Kaufmann, noto anche come Rexal Ford. L’uomo è stato riconosciuto colpevole del duplice omicidio di Anastasia Trofimova, 28 anni, e della sua figlia Andromeda, di appena 11 mesi, avvenuto nei primi giorni di giugno 2025 all’interno del parco di Villa Pamphili.
Oltre alla reclusione a vita, la corte ha disposto tre anni di isolamento diurno e un risarcimento di 100 mila euro per ciascuna vittima a carico dell’imputato.
Condanna e descrizione delle responsabilità
Il pubblico ministero Antonio Verdi ha qualificato Kaufmann come un narcisista patologico, manipolatore e impostore, ma al contempo ha evidenziato la sua capacità di rimanere lucido e razionale durante la pianificazione dell’attacco.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe prima eliminato Anastasia circa il 2 giugno, per poi soffocare la piccola Andromeda pochi giorni dopo, procedendo poi a nascondere i corpi nel parco.
Ritrovamento dei corpi e dinamica dei luoghi
Il 7 giugno 2025, le forze dell’ordine hanno scoperto il corpo di Andromeda, nudo e avvolto in un telo, a distanza di un centinaio di metri da quello di Anastasia, coperto anch’esso da un telo.
Il magistrato ha ricordato che la bambina appariva “come una bambola” tra la vegetazione, mentre il corpo della madre era stato disposto sotto un altro telo. Entrambe le vittime sono rimaste ancora in Italia, irrecuperabili per le indagini.
Il percorso giudiziario e le perizie psichiatriche
Durante le prime udienze, Kaufmann ha sostenuto di essere innocente, accusando i testimoni di essere “tutti mafiosi”. La difesa ha richiesto una perizia psichiatrica, la quale ha evidenziato una temporanea incapacità di stare in giudizio. Il giudice ha così disposto un percorso terapeutico e farmacologico, per poi riprendere il processo il 16 giugno, dichiarando che lo stato fisico e psichico dell’imputato era compatibile con il regime detentivo, ma ha raccomandato un monitoraggio clinico costante.
Il processo ha anche evidenziato i precedenti di Kaufmann con le forze dell’ordine: era stato fermato almeno tre volte, l’ultima volta il 5 giugno 2025, quando, già in stato di ubriachezza, è stato visto per strada con la piccola Andromeda. Il pubblico ministero ha rimproverato la polizia, affermando che “se gli agenti avessero agito correttamente, forse la bambina sarebbe ancora viva”.
Difesa, appello e richieste di tutela
L’avvocato difensore Paolo Foti ha contestato la solidità del quadro probatorio, lamentando l’assenza di prove concrete quali impronte digitali sui corpi. Dopo la condanna, Foti ha annunciato l’intenzione di esaminare le motivazioni della sentenza e valutare un eventuale appello entro 90 giorni, sottolineando le “lacune” rimaste nel procedimento.
Le avvocate dell’associazione Differenza Donna, Teresa Manente e Rossella Benedetti, hanno rimarcato che l’omicidio rappresenta l’ultimo atto di una serie di violenze contro la donna e il bambino, e hanno chiesto una maggiore formazione per le figure professionali che intervengono nei casi di violenza di genere, per evitare che episodi simili si ripetano.
