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Condanna a quattro anni per stupro e violenza domestica: in carcere il figlio della principessa

Condanna a quattro anni per stupro e violenza domestica: in carcere il figlio della principessa

Sentenza con condanna per stupro e violenze: il processo che coinvolge il figlio della principessa Mette-Marit e scuote la Norvegia.

Il caso giudiziario che coinvolge Marius Borg Høiby, figlio della principessa, ha attirato grande attenzione in Norvegia e all’estero, sia per la gravità delle accuse sia per il suo legame con la famiglia reale. La sentenza del tribunale di Oslo, che lo ha condannato per reati di violenza sessuale e domestica, ha riportato il dibattito pubblico su uno dei procedimenti più seguiti degli ultimi anni nel Paese.

Famiglia reale sotto pressione in Norvegia: salute, scandali e attenzione internazionale

Mette-Marit di Norvegia, madre di Høiby, è sposata dal 2001 con il principe ereditario Haakon, figlio del re Harald V. Il figlio, nato da una relazione precedente, non appartiene ufficialmente alla famiglia reale e non detiene alcun titolo. Il caso giudiziario ha attirato grande attenzione anche per il suo legame indiretto con la casa reale norvegese.

Il caso si inserisce in un momento delicato per la famiglia della principessa, segnata anche dalle sue condizioni di salute, aggravate da una fibrosi polmonare diagnosticata nel 2018, che l’ha portata a necessitare di supporto all’ossigeno e a essere inserita in lista per un possibile trapianto di polmoni. Inoltre, sarebbero emerse controversie relative a incontri avvenuti tra la principessa e il finanziere Jeffrey Epstein tra il 2011 e il 2013, prima della fine dei contatti.

Il processo a carico di Høiby si è quindi inserito in un quadro familiare già sotto forte esposizione pubblica, tra vicende giudiziarie, condizioni di salute e attenzione mediatica internazionale.

La condanna per Marius Borg Høiby in Norvegia: gravi accuse per il figlio della principessa

Come riportato dall’Ansa, Marius Borg Høiby, 29 anni, pare sia stato condannato dal tribunale distrettuale di Oslo a quattro anni di reclusione per due episodi di violenza sessuale e per aggressioni ai danni della sua ex compagna. Il giudice Jon Sverdrup Efjestad avrebbe emesso la sentenza il 15 giugno, riconoscendolo colpevole anche di violenza domestica e di ulteriori reati minori, tra cui uso di stupefacenti e lesioni personali, mentre è stato assolto da altre due accuse di stupro.

Il procedimento, molto seguito in Norvegia, riguardava complessivamente circa 38–40 capi d’imputazione, tra cui quattro accuse di stupro, maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata Nora Haukland, violazioni di divieti restrittivi e reati legati alla droga e alla circolazione stradale. L’imputato è stato assolto da parte delle accuse più gravi, ma riconosciuto colpevole per due episodi di violenza sessuale, uno dei quali riguarda un rapporto con una partner incosciente, documentato da un video girato dallo stesso Høiby e utilizzato come prova decisiva.

Durante il processo, l’uomo ha partecipato in videoconferenza dal carcere per motivi di salute. Aveva ammesso alcuni reati minori, ma ha sempre negato le accuse di stupro e violenza domestica. Una parte dell’accusa aveva inoltre descritto il suo comportamento come quello di una persona convinta di poter agire senza limiti, mentre la difesa ha sostenuto che il giovane fosse stato fortemente condizionato dalla pressione mediatica, che lo avrebbe dipinto come un “bersaglio d’odio”.

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