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Conte difende la gestione dell'emergenza Covid davanti alla commissione parlamentare

Conte difende la gestione dell'emergenza Covid davanti alla commissione parlamentare

Giuseppe Conte ha difeso la gestione dell'emergenza Covid durante la sua audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta. Scopri le sue parole e le polemiche.

Giuseppe Conte ha finalmente affrontato la commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, dopo settimane di tensioni politiche con Fratelli d’Italia. L’ex premier ha definito la commissione un ‘plotone d’esecuzione’ nei suoi confronti, sottolineando le difficoltà incontrate nel corso del processo.

L’audizione, inizialmente prevista per il 4 agosto e poi rinviata al 6 agosto alle ore 11, ha visto anche la partecipazione di Loredana Frasca ricercatrice senior dell’Istituto superiore di sanità.

Conte ha ribadito la propria disponibilità a collaborare, affermando: ‘Io sono disponibile anche nei prossimi giorni, anche per tutta l’estate’.

Le polemiche sulla data dell’audizione

La decisione di rinviare l’audizione dal 4 agosto al 6 agosto ha scatenato numerose polemiche. Il presidente della commissione, Marco Lisei aveva spiegato che il rinvio era dovuto alla concomitanza con le votazioni parlamentari.

Tuttavia, Fratelli d’Italia aveva contestato la scelta, proponendo nuove date durante la pausa estiva, tra cui il 12, 13, 14 e 15 agosto.

Conte aveva inizialmente lasciato la commissione per essere ascoltato come testimone, annunciando la sua decisione sui social con un messaggio in cui affermava: ‘Spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango’.

La sua rinuncia era stata formalizzata con una lettera inviata al presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

La difesa di Conte durante l’audizione

Durante l’audizione, Conte ha presentato una lunga relazione in cui ha difeso l’operato del suo governo durante la pandemia. Ha sottolineato di aver lavorato ‘senza differenza tra giorno e notte’ e di aver guidato il Paese ‘nella crisi più grave, in uno dei momenti più bui della storia repubblicana’.

L’ex premier ha citato il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer affermando: ‘L’isolamento è l’esperienza di una perdita, mentre la solitudine è l’esperienza di una rinuncia. L’isolamento si subisce, nella solitudine si cerca qualcosa’. Ha difeso l’uso dei Dpcm come strumento idoneo per gestire l’emergenza, sottolineando che offrono tutela ai cittadini e possono essere impugnati davanti al Tar.

Conte ha anche risposto alle critiche sulla partenza lenta della campagna vaccinale e sulle lacune nella gestione dell’emergenza, affermando che non troveranno mai nulla di illecito nel suo operato. Ha contestato le accuse di ‘svolta autoritaria’ e di aver instaurato una ‘dittatura’ definendo tali misure ‘necessarie, non liberticide’.

Le accuse contro la maggioranza

Conte ha attaccato direttamente la maggioranza, in particolare Fratelli d’Italia affermando: ‘Vi ergete a giudici, ma scavate quanto volete, non troverete nulla di illecito nel mio operato’. Ha citato le parole di Fabrizio De André‘La gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio’.

Ha anche denunciato l’esclusione delle Regioni dal perimetro d’inchiesta della commissione, in particolare il Veneto e la Lombardia a guida centrodestra, affermando che la commissione ha voluto ‘proteggere i propri amministratori locali’.

Conte ha concluso l’audizione ribadendo la propria disponibilità a rispondere a tutte le domande dei commissari, affermando: ‘Non mi sottraggo, non sono un disertore’. Ha definito i ‘finti patrioti’ coloro che durante la pandemia avevano remato contro.

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