Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio e leader del M5S ha affrontato un’udienza davanti alla Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. A distanza di oltre sei anni dall’inizio della pandemia, le decisioni prese in quel periodo sono tornate al centro del dibattito politico.
Conte ha dichiarato con fermezza: “Non avevo nulla da nascondere, non ho nulla da nascondere, non ho fatto niente di illecito”.
Fuori da Palazzo San Macuto ha rivolto accuse dirette a giorgia meloni definendola “la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione”. Ha poi sfidato la presidente del Consiglio: “Non è meglio che mi affronti politicamente?”.
Le difese di Conte durante l’audizione
L’ex premier ha iniziato a parlare intorno alle 15:30, ribadendo di non avere nulla da nascondere.
“Non ho fatto nulla di illecito, risponderò a tutte le vostre domande ma ora dobbiamo ricostruire il filo collettivo di una strategia perseguita” ha affermato. Ha inoltre menzionato i mille esposti presentati nei suoi confronti, collazionati dalla Procura di Roma e le indagini della Procura di Bergamo.
Conte ha spiegato di aver depositato alla Procura di Roma un documento anonimo su un carico di mascherine sospette: “Mi è venuto tra le mani in forma anonima e, appena pervenutomi con lettera anonima, ho ritenuto che fosse degno di essere segnalato alla Procura di Roma”.
Questo documento riguarderebbe la consegna delle mascherine effettuata dalla società JC Electronics Italia coinvolta in un contenzioso da 100 milioni di euro con il Governo meloni.
La risposta di JC Electronics Italia
L’azienda ha risposto alle parole di Conte, affermando che il documento anonimo non è una novità. Un documento di dieci pagine sulle mascherine Aoxing è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura. La società ha ricordato che il tribunale di Roma con sentenza n. 10918/2026 del 21 luglio 2026, ha rigettato la querela di falso proposta dall’Avvocatura dello Stato.
Le analisi delle mascherine AX-KF95 sono state “pacificamente attestate sia dall’Inail sia dalla perizia tecnica svolta dall’Agenzia delle Dogane” con prova di tenuta risultata conforme alla norma UNI EN 149:2009.
Le dichiarazioni di Conte sullo stato di emergenza
Conte ha difeso le sue decisioni durante la pandemia, affermando di non considerarsi un eroe: “Ho semplicemente fatto il mio dovere. Mi sono trovato dove dovevo, in prima linea, e ho fatto tutto ciò che dovevo anche se non posso essere certo di aver preso sempre la decisione giusta, anche se ho agito con massimo scrupolo e in buona fede”.
Ha poi parlato dello stato di emergenza imposto all’epoca: “L’indicazione dello stato di emergenza è prevista dal nostro Codice di protezione civile. È una fonte innanzitutto normativa di grado primario e non secondario. E quindi la legittimità dello stato di emergenza è deliberata, vagliata dalla Corte Costituzionale. Massima garanzia”.
Conte ha aggiunto che l’Italia è stata il primo Paese al mondo, insieme agli Stati Uniti, a dichiarare lo stato d’emergenza nazionale. Ha sottolineato che contestare un ritardo è privo di qualsiasi fondamento giuridico e logico.
Il confronto tra Conte e Meloni
Conte ha accusato Meloni di essere la regista degli attacchi contro di lui, definendo la Commissione d’inchiesta un “plotone di esecuzione”. Ha invitato la presidente del Consiglio a confrontarsi politicamente in modo serio e responsabile.
Meloni ha risposto attraverso i social, affermando che il lavoro della Commissione Covid “non è un processo a una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo”. Ha aggiunto che la verità sulla pandemia “non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”.
Conte ha replicato immediatamente al post di Meloni, scrivendo: “Cara Giorgia, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male”.
Il confronto tra i due leader politici continua, mentre la Commissione d’inchiesta prosegue il suo lavoro per fare chiarezza sulle decisioni prese durante la pandemia.
