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Cosa succede ad Aleppo

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La situazione ad Aleppo, in Siria, è ancora ben lontana dalla pacificazione. Ecco che cosa succede ad Aleppo, con l’evacuazione della città in corso.

Ieri ad Aleppo si sono registrate ancora 4 vittime fra i civili, oltre a 4 feriti, a seguito di un attacco compiuto da miliziani fedeli all’ex presidente Bashar al Assad ai danni di un convoglio che stava trasportando dei feriti fuori dalla città.

Al momento si sta cercando di procedere all’evacuazione, ma testimoni locali hanno riportato (fonte Ansa) che è stata richiesta la partecipazione della “Mezzalunga Rossa Siriana” e della “Croce Rossa, perché questo offrirebbe garanzie di sicurezza” e che le due organizzazioni non sono ancora sul posto. Ieri, però, poco dopo mezzogiorno, è stata proprio la Croce Rossa a confermare di essere arrivata con il proprio personale ad Aleppo per dare supporto all’evacuazione.

Iniziata l’evacuazione di Aleppo Est: corridoio umanitario di 21 chilometri

Il capo di Stato Maggiore russo Valeri Gherasimov ha dichiarato che “è iniziato il ritiro di 5 mila miliziani e dei membri delle loro famiglie dai quartieri di Aleppo est” e che è stato predisposto “un corridoio umanitario” “lungo 21 chilometri, di cui sei passano per il territorio di Aleppo occupato dalle forze governative e 15 vanno verso ovest attraverso il territorio controllato dalle formazioni armate illegali”.

L’evacuazione è iniziata nel pomeriggio di ieri anche se, in alcuni casi, autobus e ambulanze faticherebbero però ancora a entrare nella zona orientale di Aleppo a causa dei numerosi posti di blocco delle truppe governative (secondo quanto mostrato dalle immagini della televisione siriana).

Di fatto, l’evacuazione di Aleppo est si è concretizzata a seguito di un accordo fra ribelli e forze governative. I primi non possono ormai più pensare di difendere l’ultima zona di città che rimane sotto il loro controllo, quindi non possono fare altro che abbandonarla, lasciando il campo alle truppe lealiste. Con l’avvio della procedura di evacuazione, le truppe governative riconquistano di fatto l’intera città di Aleppo, un evento con cui “viene fatta la Storia”, secondo quanto dichiarato dall’ex presidente Bashar al Assad.

Il primo accordo per il cessate il fuoco risale a martedì scorso, saltato con la ripresa dei bombardamenti da parte proprio delle truppe lealiste.

Incontro Russia, Turchia, Iran il prossimo 27 dicembre

Vladimir Putin e il presidente turco Erdogan hanno avuto nel frattempo una discussione telefonica nel corso della quale hanno convenuto circa la necessità di “unire gli sforzi per migliorare la situazione umanitaria e facilitare il lancio di un vero processo politico in Siria”, secondo quanto ha riferito il Cremlino. Il ritrovato accordo dovrebbe aiutare ad evitare a facilitare la pacificazione del Paese.

Dalla Turchia è poi arrivata la notizia che il prossimo 27 dicembre si terrà a Mosca un incontro fra i ministri degli Esteri di Russia, Turchia e Iran proprio per discutere della Siria.

La situazione continua a essere infatti molto intricata. Nel Paese si fronteggiano (oltre a diverse formazioni minori) tre macro gruppi: quello delle truppe governative fedeli all’ex presidente Bashar al Assad, quello dei ribelli e quello dei miliziani dell’Isis. Sul fronte internazionale, a sostenere le truppe governative c’è soprattutto la Russia di Vladimir Putin, mentre l’amministrazione Obama si è sempre dichiarata contraria a tale posizione. Da capire cosa intenderanno fare d’ora in avanti gli Stati Uniti del nuovo presidente Donald Trump.

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