Continua a tenere banco il caso Signorini, caso scoppiato dopo le dichiarazioni di Fabrizio Corona nel suo podcast “Falsissimo“. Sull’argomento è tornato Massimo Giletti a “Lo Stato delle Cose“. A parlare, intervistato da un giornalista Rai, Antonio Medugno.
Antonio Medugno torna sul caso Signorini
Antonio Medugno è stato raggiunto dal giornalista Rai Alessio Lasta fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano per il programma “Lo Stato delle Cose.
” Il modello e influencer ha confermato tutte le ipotesi di accusa che ha fatto contro Alfonso Signorini e ha raccontato tutti ai pm: “se c’è la possibilità che esista un sistema Signorini? Non posso rispondere a questa domanda, posso però parlare della mia esperienza, quella che ho vissuto io e che fa male.” L’inviato de “Lo Stato delle Cose” gli ha anche chiesto come mai ci ha messo così tanto a denunciare il conduttore: “perché sono stato buttato in un caso mediatico dal nulla. Io vivevo la mia vita in modo sereno e da un giorno all’altro sono stato buttato in mezzo a questa storia, senza che avessi voluto. Non ci voleva essere in questo caso. Per me è stato pesante rivivere tutto, è stato pesante rimuoverlo e spero che sia fatta giustizia, ma sono fiducioso.“
Lo sfogo di Antonio Medugno: “Ecco cosa è successo alle mie chat con Signorini”
La domanda che in tanti si sono fatti è come sia possibile che le chat tra Medugno e Signorini siano arrivate nelle mani di Fabrizio Corona. A rispondere il modello e influencer napoletano che ha puntato il dito contro il suo ex manager Alessandro Piscopo: “La diffusione delle chat? Non l’ho autorizzata io, sono cose che il mio ex manager ha mandato a Fabrizio Corona. Da lì per forza ho dovuto tutelarmi e spero che per quello che ho passato io negli anni e per ciò che ho subito venga fatta giustizia. Se il mio ex manager quella sera mi ha invitato a coltivare un rapporto con Signorini che potesse essere utile per la mia carriera? Non è quella sera, lui l’ha sempre fatto. Quella sera ho chiesto consiglio a lui e lui mi ha detto che dovevo restare a casa di Alfonso Signorini.“