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Covid, variante Mu resistente ai vaccini? Cosa dicono gli esperti

Gli scienziati hanno evidenziato che per capire se la variante Mu sia davvero resistente ai vaccini sono necessari studi più nuovi e approfonditi.

Variante Mu resistente ai vaccini

La variante Mu, identificata per la prima volta in Colombia, è sotto i riflettori degli esperti che stanno cercando di accertare se sia resistente ai vaccini: diversi virologi italiani hanno reso note le informazioni al momento disponibili su quetsa mutazione.

Variante Mu resistente ai vaccini: parlano Bassetti e Minelli

Matteo Bassetti dell’ospedale San Martino di Genova ha affermato che ad oggi la diffusione della variante colombiana a livello mondiale è inferiore allo 0.1%, “per cui evitiamo il solito terrorismo e un allarmismo eccessivo“. A suo dire potrebbe resistere ai vaccini ma è necessario avere a disposizione ulteriori studi al momento assenti. Al momento, ha chiosato, riguarda comunque principalmente il Sud America.

Gli ha fatto eco Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata, che ha rimarcato l’invito a non lanciare incontrollabili allarmismi fino a quando la mutazione non verrà ufficialmente definita VOC (Variant of Concern).

Dire ora che resiste ai vaccini mi parrebbe un’affermazione piuttosto avventata“, ha evidenziato. L’esperto ha aggiunto che potrà avere un suo proprio potenziale in grado di influire sulla trasmissibilità dell’infezione e, magari, potrà far sì che i vaccini diano risposte un po’ meno efficaci, ma ciò che al momento si può credibilmente affermare è che c’è bisogno di studi nuovi e più approfonditi.

Variante Mu resistente ai vaccini: parlano Maga e Ciccozzi

Anche Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, ha sottolineato come la mutazione sia diffusa ampiamente solo in America Latina mentre a livello globale soltanto in maniera residuale. Perora, ha continuato, “non sappiamo se davvero buca il vaccino“.

Lo stesso ha affermato Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha annunciato studi sulla variante: “I nostri calcoli, molto complessi e lunghi, riusciranno a ricreare la struttura tridimensionale della proteina e in questo modo possiamo andare a monitorare se effettivamente la mutazione può rendere meno efficace il vaccino“.

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